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Da Trieste la casa intelligente per l’anziano

Il progetto degli studenti della Fondazione Its Volta selezionato per rappresentare il Miur alla Maker Faire di Roma

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TRIESTE Per il secondo anno consecutivo l’eccellenza scientifica triestina si presenta alla Maker Faire di Roma. Un progetto degli studenti della Fondazione Its Volta è stato selezionato per rappresentare il ministero dell’Istruzione durante l’evento che si terrà nella capitale a ottobre. Il progetto, denominato Safe@Home, riguarda l’applicazione di nuove tecnologie ai contesti abitativi, e si prefigge di migliorare la qualità della vita di persone con deterioramento cognitivo o ad ogni modo fragili: così all’interno di Area Science Park ragazze e ragazzi - partendo dallo studio dei bisogni degli utenti, rilevati con interviste a persone di età fra i 70 e i 95 anni - hanno inventato la “casa del futuro” per gli anziani.

Nella fase di progettazione sono stati coinvolti tutti e 19 gli studenti del percorso didattico per tecnico “one health care”. Cinque di loro - ovvero Ermir, Federica, Federico, Marco e Matteo Giovanni - hanno così realizzato un prototipo di appartamento su cui testare le tecnologie domotiche: in ogni stanza sono stati installati dei sensori Passive infrared (Pir) capaci di monitorare i movimenti che avvengono all’interno. La porta di ingresso è stata invece dotata di un sensore magnetico capace di rilevare le sue aperture. C’è inoltre una piattaforma cloud che, oltre ad acquisire e gestire i dati così prodotti, è anche in grado di inviare al personale sanitario o anche a parenti che abitino altrove eventuali segnalazioni, gli “alert”: una caduta accidentale, ad esempio, oppure porte e finestre dimenticate aperte.

«Ci siamo chiesti in che modo una casa potrebbe reagire positivamente all’invecchiamento di chi la abita, grazie al supporto della tecnologia», spiega Marco Simonetti, coordinatore scientifico dei programmi didattici della Fondazione Volta. L’attività, coordinata appunto da Simonetti, è stata curata dai docenti Emilia Blasutto e Francesco Mosetti D’Henry.

Il progetto, che ha come partner l’Azienda pubblica di servizi alla persona Itis e la startup “Connected life”, rientra nel percorso didattico sperimentale ITS4.0 realizzato dal Miur in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia. «Connected life ha realizzato i sensori - prosegue Simonetti - mentre Itis e i suoi utenti ci hanno aiutato a rilevare i bisogni delle persone. Si pensi al caso di un anziano solo, che inavvertitamente lascia una finestra aperta in pieno inverno. Potrebbe essere un bel problema, che tuttavia in futuro non sarà più così grave. Adesso la nostra ambizione è quella di migliorare ulteriormente il sistema, inserendovi una parte di analisi clinica dei dati. Lo spirito sotteso a tutto ciò è quello di mettere in contatto industria e mondo della formazione». E il sogno è ovviamente quello di una futura commercializzazione.

Come anticipato, Safe@Home sarà illustrato a Roma nell’ambito del principale appuntamento europeo in tema d’innovazione. E non è la prima volta che accade, per una “creatura” del Volta. L’hanno scorso gli studenti del corso di Informatica medica avevano infatti realizzato un joystick ergonomico personalizzabile, chiamato “Spe3d-App” e pensato per pilotare le carrozzine elettriche. L’idea, concepita per offrire supporto a chi è portatore di disabilità, aveva riscosso immediatamente successo non solo alla Maker Faire nella capitale ma anche a livello locale, tanto che l’Irccs Burlo Garofolo si era reso disponibile a dotarsene. —


 

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