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Riapre a Trieste la pasticceria Pirona, amata da Joyce

In largo Barriera via alla gestione della famiglia Viezzoli. Festa alle 17 per le autorità e alle 18.30 per il pubblico

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TRIESTE Ci siamo. Oggi, dopo due anni di attesa, l’Antica Pasticceria Pirona viene restituita alla sua città. Questo pomeriggio – appuntamento alle 17 per le autorità e alle 18.30 per il pubblico – lo storico locale dove, si dice, Joyce avrebbe scritto i primi tre capitoli del suo “Ulisse”, riapre le sue porte. E da domani, 25 luglio, dalle 7 alle 20, accoglierà sempre vestito a festa i golosi, i turisti, gli amanti della raffinata pasticceria e di una sosta in quegli spazi ricercati di largo Barriera, un tempo ritrovo degli intellettuali della città.

La rinascita

Nessuno resterà deluso. Pirona, forte anche del vincolo della Soprintendenza, è rimasta Pirona. Nessuno stravolgimento, nessuna stonatura, solo una riqualificazione che è andata ad esaltare le bellezze di quella pasticceria e a rendere gli impianti e il laboratorio più moderni ed efficienti. La famiglia Viezzoli, Cinzia, il marito Franco e il figlio Gianluca, non trattengono l’emozione: sanno di avere il merito di aver fatto rinascere Pirona. E questo grazie anche alla lungimiranza della Fondazione CRTrieste che, acquistando gli storici arredi, ha scongiurato il rischio finissero nelle mani di un collezionista d’oltreoceano, e della società di Conegliano, Ginvest srl, che ha rilevato quell’immobile dandolo ora in gestione ai Viezzoli. In questa partita, vinta dalla città, un ruolo fondamentale è stato giocato anche dalla caparbietà dei triestini che non hanno mollato, e si sono mobilitati alla notizia di un possibile smantellamento della pasticceria.



La nuova gestione

Da settimane il nuovo staff è al lavoro nel laboratorio retrostante per studiare nel minimo dettaglio ogni biscotto, ogni dolcetto, per valutare la forma di ogni pralina, la dolcezza di ogni confettura e non lasciare nulla al caso. Nella corte interna sulla quale si affaccia lo spazio dedicato proprio alla preparazione dei dolci, sono giorni che un intenso profumo di pasta frolla e di vaniglia fa venire l’acquolina in bocca. Ieri, il personale ha iniziato ad allestire tutta la zona dedicata alla vendita, la più prestigiosa, che fa spalancare a chi entra nel locale gli occhi dalla meraviglia. Il mosaico che all’ingresso dà il benvenuto ricordando il 1900, l’anno di apertura del locale, è stato ripulito e protetto con un vetro che gli conferisce ulteriore luminosità. Le vetrine sono state sistemate, valorizzate e tutti i banchi all’interno sono stati refrigerati. Il che consentirà un’esplosione più abbondante di dolci rispetto alle gestioni precedenti, che dovevano limitarsi alla presentazione di pochi pezzi, lasciando invece gli altri nei frigoriferi del laboratorio. E si sa che, nella pasticceria, anche l’occhio vuole la sua parte.

I dettagli all’interno

Il personale è composto, tra vendita e produzione, da sette persone. Alice Mancini è la responsabile del laboratorio, Sergio De Marchi si occuperà dei dolci della tradizione. L’illuminazione della pasticceria è stata migliorata: al prezioso lampadario Liberty sono stati aggiunti dei piccoli fari che valorizzano gli antichi arredi. Entrando, sulla destra, accanto ad un’impastatrice planetaria degli anni ’20, troveranno spazio le praline. Nella parte centrale del bancone – impreziosito da una suggestiva macchina da caffè San Marco Leva Luxury dal design trasparente e dal funzionamento a vista – saranno sistemati biscotti e torte. Sulla sinistra del locale, invece, la pasticceria più delicata e i dolci tradizionali.

LE CONFEZIONI

Dietro al bancone, dove per accedere al laboratorio c’era una tendina, è stata sistemata una porta in vetro che riprende i decori della porta di ingresso. Il marchio – acquistato anche questo di recente dai Viezzoli che, va ricordato, hanno rilevato gli arredi dalla Fondazione CRTrieste e pure gli antichi macchinari – fa bella mostra di sé sul packaging color verde, creato ad hoc per valorizzare i prodotti. Scatole con dimensioni e forme diverse renderanno ancora più preziosi i dolci di Pirona. Una menzione a parte la merita il “Dolce Joyce”, un piccolo presnitz sistemato in una scatola rotonda che verrà certamente apprezzato dai turisti. Alle torte Sacher sono state invece riservate delle scatole in legno bianco.

La cerimonia

Questo pomeriggio, in occasione della riapertura di Pirona, Diana Hobel, accompagnata dalla chitarra pizzicata di Stefano Nastronuzzi, reciterà una drammaturgia che ricostruisce la vita di Joyce, con particolare attenzione al suo ruolo di insegnante, e leggerà alcuni frammenti delle opere dello scrittore. —


 

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