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Trieste, l'ex presidente provinciale Bassa Poropat travolta da un cane: braccio rotto

L’animale di grossa taglia ha caricato la consigliera comunale in via di Chiadino. «Più attenzione dai proprietari»

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TRIESTE Il braccio ingessato appeso al collo, reduce dall’ospedale, Maria Teresa Bassa Poropat sospira: «A Trieste ci si preoccupa delle amache, ma sono altre le violazioni al convivere civile a cui bisognerebbe pensare». Pochi giorni fa, infatti, la consigliera comunale dei Cittadini è stata vittima di un faccia a faccia indesiderato con un cane tanto esuberante quanto massiccio, che le ha procurato una dolorosa frattura all’omero.

Un episodio che spinge la ex presidente della Provincia a lanciare un appello: «Adoro i cani, ma bisogna evitare che quelli di grande taglia diventino pericolosi».

Questa la sintesi dei fatti: «Stavo camminando con il mio cagnolino al guinzaglio - spiega Bassa Poropat -. Io vivo nella zona soprastante via Rossetti, quindi per tornare a casa ho imboccato la via di Chiadino». Lì, poco dopo l’ingresso di villa Engelmann, la consigliera vede un uomo scendere con un grande cane al guinzaglio, un meticcio di grossa taglia. «Si trattava di una persona che avevo già visto in giro assieme a quell’animale. Vedendo che il cane tirava con forza dopo aver avvistato il mio, gli ho chiesto se sarebbe riuscito a tenerlo, lui mi ha detto di sì ma invece il cane si è liberato e mi è corso incontro».

Il cagnone punta diretto verso l’animaletto di Bassa Poropat, cui la consigliera cerca di far scudo con il corpo: «Il cane del signore mi è piombato addosso, senza mordermi per carità, ma mandandomi a sbattere contro il muro». Il risultato? Una corsa all’ospedale, un omero fratturato con conseguente operazione, «e dolori che non augurerei al mio peggior nemico». Il padrone del cane “aggressore”? «Da lui ho ricevuto soltanto un sms con gli estremi dell’assicurazione da contattare. Non mi pare molto umano».

Reduce da questa esperienza, Bassa Poropat invoca un maggiore senso civico nei padroni dei grandi cani: «Penso a quello che sarebbe potuto succedere se avessi avuto la mia nipotina con me. Quando si possiede un animale così grande bisogna anche tener conto del fatto che potrebbe diventare un pericolo per il prossimo, in particolare in presenza di altri cani». L’invito della consigliera è a pensare intanto a recinzioni adeguate per le aree di sgambamento: «Non ci si può affidare soltanto al fato nel momento in cui li si lascia liberi», spiega Bassa Poropat.

Quanto all’esperienza ospedaliera, l’ex presidente provinciale conclude: «Sono stata seguita e curata nel modo migliore possibile, anche l’ambulanza è arrivata nei tempi giusti in rapporto alla gravità dell’episodio. È evidente però che il personale ospedaliero è costretto a fare miracoli a dispetto della scarsità delle piante organiche, che rende molto difficile il compito dei lavoratori». —


 

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