Postino in pensione, brindisi offerto a tutti i fossalonesi

Per vent’anni il triestino Giuliano Divich ha portato la posta a Fossalon e ha stretto amicizia con i residenti e pure con i caprioli locali

GRADO. Va in pensione dopo aver lavorato per 42 anni dei quali gli ultimi 20 anni come portalettere a Fossalon. Almeno un paio di volte alla settimana si recava a distribuire la corrispondenza nella frazione agricola gradese quanto mai vasta con abitazioni distanti una dall’altra. E per un saluto di commiato invita e offre un brindisi a tutti i residenti. Appuntamento all’agriturismo Tetto Verde dove tanti abitanti di Fossalon non hanno potuto fare a meno di stringere la mano e salutare una persona diventata di famiglia.

Si tratta del triestino 63enne (nato e residente nel capoluogo giuliano) Giuliano Divich: «Ho trascorso – spiega – una gran parte della mia vita a Fossalon; il saluto con il brindisi era il minimo che potevo offrire. Mi ha fatto piacere incontrare un bel numero di residenti per il saluto. Un incontro cordiale e semplice anche con qualcosa di scherzoso ovvero con una fascia da “mister” che gli abitanti hanno fatto indossare all’ “l’ultimo postino” di Fossalon.

Fino alla fine di giugno, quando è andato in pensione, la posta nella frazione agricola gradese veniva distribuita pressoché regolarmente due volte alla settimana. Il postino arrivava direttamente da Monfalcone. Da quella volta come ha segnalato l’ex vicesindaco Gianni Benolich per almeno una decina di giorni non si è visto più nessuno. Poi la posta è stata consegnata – così precisano i residenti – solo un paio di volte. E se pensiamo che l’ufficio postale di Fossalon è desolatamente chiuso, la situazione è davvero critica per una frazione agricola dove primeggiano come numero gli anziani, tanti dei quali nemmeno automuniti.

Che ricordi ha Divich? Che rapporto aveva con la gente di Fossalon? «Ricordi anche privati di tante persone li ho raccolti, ma penso che l’apprezzamento dei fossalonesi nei miei confronti derivi dal fatto che ho tenuto riservato quanto mi avevano confidato. Per questo ero in amicizia con tutti».

Qualche incontro particolare? «Sì, con caprioli e volpi. Mi è capitato spesso di dover fermarmi e lasciar passare le famiglie di caprioli che attraversavano la strada. Posso dire di aver lavorato anche in mezzo alla natura». Aver trascorso vent’anni a Fossalon in mezzo alla gente ha consentito al neo pensionato di conoscere anche tante persone che oggi non ci sono più ed ha anche constatato che sono molto pochi ormai i giovani che continuano l’attività di famiglia.

«La crisi di giovani la si vede chiaramente anche a Fossalon – afferma Divich – ma qualcuno ha aperto qualche nuova attività. Speriamo sia un inizio». Frutta e verdura li acquistava a Fossalon? «Ovviamente e devo dire anche che talvolta quando andavo a portar loro la posta c’erano donne che mi offrivano l’ovetto fresco».

D’ora innanzi l’ex postino non starà in panciolle poiché ha due passioni: la bicicletta ed è un istruttore di nuoto alla piscina di Monfalcone.

 

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