“Fame” di case: l’Ater prepara duecento alloggi in tre rioni 

Pronti a fine anno i primi 48 appartamenti a Campanelle. Il resto arriverà nel 2021, distribuito fra Gretta e Valmaura

TRIESTE. Gretta avrà un nuovo comprensorio Ater da 84 alloggi in via Gemona, con più verde al posto delle auto, che invece finiranno in dei garage sotterranei. In via Cesare dell’Acqua, accanto al campo di calcio di Campanelle, sorgeranno altri 48 appartamenti. In via Flavia, tra i caseggiati da poco già rifiniti, si prevedono ulteriori 70 abitazioni. Totale: 202 risposte alla “fame” di case.

L’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale mette in questo modo a frutto 25 milioni di euro - al di là del budget dedicato alle manutenzioni ordinarie e straordinarie annuali - grazie a finanziamenti misti Stato-Regione, per riuscire a sopperire la fame di case che, per lo meno nell’ultimo bando, è riuscita a placare per metà. Si tratta di tre progetti importanti, come sottolinea il direttore generale dell’Ater Antonio Ius, in parte da avviare, in parte da concludere.

Sono sul tavolo dei tecnici di piazza Foraggi ormai da anni, in certi casi, ma stavolta, tra la fine del 2019 e il 2021, tutto il “pacchetto” dovrebbe essere finito e consegnato. Partiamo dal primo capitolo. Era febbraio 2018 quando gli edifici Ater di via Gradisca e via Gemona, costruiti negli anni Cinquanta, furono completamente smantellati.

È un angolo di Gretta rimasto nell’immaginario dei residenti perché proprio lì si è consumato uno degli omicidi più efferati che la cronaca nera di Trieste abbia mai registrato: quello del giovane Giovanni Novacco, ad agosto 2011, per mano dei suoi due torturatori, altrettanto giovani, Giuseppe Console e Alessandro Cavalli. Prima che venissero abbattuti gli edifici, sulla ringhiera lato strada c’erano ancora un piccolo mazzo di fiori e un fiocco, che ricordavano quella vita spezzata. Le ruspe erano entrate in azione già il 27 dicembre 2017 e proprio la parte di quel complesso in cui era andato in scena quell’orrore era stata tra le prime a crollare sotto la forza delle macchine.

Un nuovo futuro ora attende l’area. Un futuro neanche tanto lontano, perché il progetto è già pronto (vale 10 milioni di euro) ed già stato finanziato: l’appalto - spiega Ius - verrà assegnato entro la fine di quest’anno. I lavori saranno conclusi in 700 giorni ovvero nel 2021. «Gli edifici – spiega il direttore generale dell’Ater – prevedono parcheggi interrati e quindi più verde attorno alle case, e abbiamo anche un margine di ampliamento rispetto alle costruzioni precedenti».

Un capitolo a parte riguarda invece via Flavia. Proprio qui, il prossimo 24 luglio, Regione e Ater presenteranno al pubblico 102 alloggi «già assegnati per il 90% ai cittadini che ne hanno fatto richiesta tramite bando», spiega Ius. A fianco è prevista però un’altra tranche, di tre torri, ciascuna delle quali ospiterà rispettivamente 25, 25 e 20 appartamenti. Anche in questo caso il cantiere, da otto milioni e mezzo di euro, aprirà attorno al prossimo dicembre e si concluderà in due anni, con consegna prevista dunque sempre nel 2021.

Altra partita, da sette milioni e 200 mila euro, quella di via Cesare dell’Acqua, vicino al campo di Campanelle. Qui l’edificazione è quasi terminata perché a fine 2019 l’Ater riceverà dall’impresa edile le chiavi per accedere alla nuova proprietà, che poi passerà in mano agli aspiranti inquilini in graduatoria, i quali potranno stipulare i contratti ed entrare nelle nuove case già nei primissimi mesi del 2020. Ancora quattro anni fa qui si lavorava per la pulizia da Eternit. La bonifica ha allungato i tempi: le specifiche procedure di smaltimento sono state effettuate insaccando la terra e trasportandola in siti preposti ai materiali tossici.

 

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