I vandali staccano il cappello dalla statua di Michelstaedter

Indagini dei vigili urbani che visioneranno le immagini di tutte le telecamere Il copricapo ritrovato nelle vicinanze. Già nel 2012 un caso del tutto simile 

GORIZIA. È diventata, ormai, una presenza caratterizzante e un elemento imprescindibile del paesaggio urbano. Che accoglie in via Rastello tutti coloro che passeggiano lungo l’antica (e, purtroppo, oggi assai poco vivace e vitale) “via del commercio”. È la statua dedicata a Carlo Michelstaedter, scrittore, filosofo e letterato goriziano nato il 3 giugno 1887 e morto suicida il 17 ottobre 1910. La sua breve vita scivolò all’insegna di una volontà di vivere continuamente illuminata dal desiderio di un altrimenti e di un altrove metafisico che fa di lui, già in giovane età, un impulsivo, un irrequieto esploratore di linguaggi e di mezzi espressivi.

Qualcuno, mosso da chissà quale intento distruttivo, ha deciso di vandalizzare la statua. A Trieste, nel passato, più volte se la presero con la pipa, staccandola dalla statua di Saba e suscitando la rabbia dei cittadini. A Gorizia, qualcuno ha voluto emulare le “gesta” di questi stupidi vandali. E non si sono accontentati di un piccolo souvenir. Hanno staccato (forse a pedate, forse con qualche particolare attrezzo) il cappello dalla statua di Carlo Michelstaedter. E, probabilmente, non è stato nemmeno un gioco da ragazzi. La fatica deve essere stata parecchia per staccare il copricapo che lo scrittore goriziano teneva in mano.


Per fortuna, il cappello è stato ritrovato nelle immediate vicinanza. A confermarlo il comandante dei vigili urbani Marco Muzzatti. «Sì, il cappello è stato staccato e, per fortuna, l’abbiamo ritrovato subito. Ora, visioneremo - annuncia - le immagini delle telecamere per capire cos’è effettivamente successo. Potrebbe anche essersi trattato di un evento accidentale, non voluto». Anche se, aggiungiamo noi, la pista del vandalismo deliberato pare essere la pista prediletta nelle indagini. Non a caso, c’è un precedente che parla chiaro.

Già nel giugno del 2012, infatti, qualcuno, non sapendo probabilmente come vivacizzare la propria giornata, staccò il cappello al povero Michelstaedter. Solo che il copricapo venne trovato da tutt’altra parte, in un’aiuola in via Crispi. Pertanto, il vandalo fece anche un po’ di strada con quell’oggetto di bronzo fra le mani.

Allibito il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Stefano Ceretta. «Non ho parole. Se ci sono persone che hanno tempo e voglia di fare queste cose inutili e dannose, siamo messi davvero molto male - il suo commento -. Spero che il o i responsabili vengano individuati al più presto e il conto venga fatto pagare a loro perché si tratta di un bene pubblico, anzi di una sorta di monumento. Evidentemente, chi l’ha fatto, deve avere grossi problemi, soprattutto di natura mentale. Che fastidio dà questa statua? Cosa volevano dimostrare con quest’azione? Tutti abbiamo fatto le nostre durante la giovinezza, però nessuno si è mai spinto in questo modo».

Infine, un attacco all’opposizione e al professore Sergio Pratali Maffei. «Forse qualcuno, invece di appiccicare gli adesivi “Vergogna” lordando mezza città, dovrebbe rivolgere questo messaggio agli autori dei danneggiamenti alla statua. Sarebbe cosa buona e giusta». 



 

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