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Trieste, supermercato Simply “appeso” all’Antitrust: in 13 restano nel limbo

Il negozio di via Fabio Severo rientra nella maxitransazione da Auchan a Conad ora al vaglio dell’Authority. La Cgil: «A oggi non si sa nulla»

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TRIESTE Regna l’incertezza sul futuro dei 13 dipendenti del supermercato Simply di via Fabio Severo, a casa da giugno, in balia di una maxi-operazione finanziaria al momento in stallo. Il punto vendita, l’unico della catena a Trieste, fa parte di Auchan, il gruppo francese di supermercati e ipermercati che dovrebbe cedere 1.600 negozi di Auchan Retail Italia a Conad: iper, supermercati, negozi di prossimità e per l’appunto Simply, per una partita che, assicurano fonti vicine al dossier, vale circa un miliardo. Vista la rilevante portata di questa compravendita, l’accordo è attualmente sotto la lente dell’Antitrust, passaggio obbligato che però ha bloccato il completamento dell’acquisizione: le verifiche sono di fatto necessarie poiché, se l’obiettivo verrà centrato, Conad diventerà leader di mercato. Al momento è il secondo “retailer” per grandezza nel Paese, con una quota di mercato pari al 13% circa: dopo la transizione, la sua quota di mercato salirà al 19% circa. Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro il secondo semestre del 2019, dopo appunto la valutazione dell’Antitrust. Ecco dunque che probabilmente, anche per i lavoratori dell’emporio triestino, sarà allora che si potrà avere qualche informazione in più sulla conferma o meno dei posti di lavoro.

Nel frattempo il colosso francese ha deciso di mettere in stand by il negozio giuliano. Il Simply di via Fabio Severo è stato dapprima chiuso per inventario, ma le serrande ormai sono abbassate da giugno. I 13 dipendenti, conferma Alberto De Luca, segretario generale Filcams Cgil, sono rimasti a casa ma fortunatamente continuano a essere pagati. C’è qualche certezza sul loro futuro? «Tutto dipende da come andrà la trattativa nazionale», sottolinea il sindacalista: «Bisogna attendere il passaggio dell’Antitrust. Ad oggi non si sa nulla».

In precedenza il punto vendita era stato preso in affitto come ramo aziendale, poi però l’ex titolare ha restituito alla proprietà il supermercato. «E ora – spiega De Luca – l’azienda non ha interesse a tenerlo aperto». «Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad», ha recentemente detto Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, che riunisce dettaglianti indipendenti associati in cooperativa: «Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani». Il colosso atteso dall’unione tra il parterre Conad e i nuovi 1.600 grandi magazzini avrà un giro d’affari da circa 17 miliardi di euro: Auchan è infatti il quinto operatore della grande distribuzione in Italia, con una quota di mercato del 6% e un volume di 3,7 miliardi di euro (nel 2018).—


 

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