Il porto di Monfalcone all’Autorità di sistema: acquistate aree per 15 milioni

Nel passaggio anche sede e personale dell’Azienda speciale compreso il direttore. La parola alla Corte dei conti. A breve l’accordo con la Regione sulle concessioni

MONFALCONE La svolta per il porto di Monfalcone è arrivata, ed è storica. L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale ha deliberato l’acquisizione dell’Azienda speciale che fino a poco fa (all’arrivo dell’Autorità portuale) aveva gestito lo scalo di Portorosega. Giovedì scorso la delibera varata dal Comitato di gestione dell’Autorithy durante la seduta in cui era presente, come invitato permanente, il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint.

Decisa l’acquisizione dei palazzi, prima di tutto la sede dell’Azienda e del personale: 8 persone compreso il direttore, Sergio Signore, assunto con contratto dirigenziale a tempo indeterminato. Saranno inseriti nell’organico non appena il ministero provvederà ad approvare una nuova pianta organica. Ma soprattutto è stata decisa l’acquisizione delle aree dell’Azienda speciale e che passano all’Autorità di sistema portuale. Un nodo che sembrava difficile da sciogliere, ma il lavoro di tessitura del presidente Zeno D’Agostino (che aveva inviato a Monfalcone un uomo di fiducia come Franco Giannelli) ha portato al risultato.


La somma concordata per il passaggio tra Autorità di sistema e Camera di Commercio della Venezia Giulia (da cui dipendeva l’Azienda speciale) è di 15 milioni. Saranno pagati in 10 anni a cominciare dal 2019. Ma prima che la delibera diventi operativa bisognerà che si esprima la Corte dei conti a cui è stata inviata. Si sa che lo stesso organismo guarda favorevolmente al passaggio dello scalo monfalconese nell’Autorità di sistema, in sinergia con il Porto di Trieste. Una decisione che elimina la duplicazione dei soggetti. Restano però dei dubbi, o meglio delle domande sulla questione del pagamento delle aree. La stessa Corte dei conti farà una verifica su quanti terreni, che erano dell’Azienda speciale, sono stati acquisiti grazie a fondi pubblici (Fondo Gorizia, fondi regionali, per l’acquisto o l’infrastrutturazione)? Come sarà valutato l’impegno di spesa da 15 milioni: nel caso ci fosse una consistente presenza di fondi pubblici si porrà il problema del doppio acquisto da parte pubblica dei terreni portuali (con soldi dei cittadini), prima con fondi pubblici destinati al Fvg e poi quelli dell’Autorità di sistema che gestisce lo scalo per conto del Demanio?

Di certo per Monfalcone si tratta di una svolta storica. Da un lato la Camera di commercio della Venezia Giulia è riuscita a chiudere un brillante accordo economico con il passaggio delle Aree che frutterà ben 15 milioni. Dall’altro Monfalcone, finalmente, che vede passare la gestione del suo porto all’Autorità di sistema portuale. Sotto la guida del presidente D’Agostino il porto di Trieste si sta sviluppando ed è decollato ed ora, è certo, che decollerà finalmente anche quello di Pororosega dopo decenni di stasi e paralisi. Un affare comunque visto che 15 milioni era il valore delle aree messe a bilancio dalla Camera di commercio (che controllava l’Azienda speciale), ma in realtà il valore stimato dei terreni della zona portuale era attorno ai 32 milioni. Ma i passaggi per lo scalo non sono ancora conclusi. L’Autorità di sistema sta lavorando da tempo con la gestione, la riscossione delle tasse e la security. Manca però l’accordo con la Regione per le autorizzazioni e le concessioni da rilasciare agli operatori. Un nodo che sarà sciolto tra alcune settimane. «Ringrazio tutte le istituzioni per la grande collaborazione - ha commentato D’Agostino - solo grazie a questo clima positivo riusciremo a creare attorno ai nostri porti quella fiducia indispensabile per attrarre traffici, investimenti e creare posti di lavoro». —

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