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Da Zagabria a Praga manca manodopera: sempre più numerosi i pensionati al lavoro

In Romania sono oltre 150 mila. L’Ungheria ha introdotto misure ad hoc per favorire i rientri in fabbrica o in ufficio

TRIESTE «Sono nato nel 1952, ho iniziato a lavorare a 18 anni, ero impiegato in una fabbrica statale come operaio. Tanti pensionati come me dicono che guadagnano poco, ma hanno anche loro due piedi e due mani e tante aziende private li aspettano». A braccia aperte. A parlare è Stefan Paraschiv, pensionato-lavoratore con passaporto romeno, ex tuta blu ai tempi del regime di Ceausescu, oggi guardia privata in un McDonald’s di Bucarest.

Il caso Romania


Paraschiv è fra i protagonisti di un seguitissimo mini-documentario prodotto dal portale Recorder sull’esercito di pensionati «comunisti», spesso con assegni da fame, che oggi «salvano il capitalismo» romeno dalla piaga del “labour shortage”, ovvero la carenza di manodopera.

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