Trieste, bestemmia per la multa e ne prende un’altra

Automobilista costretto a un “sovrapprezzo” da 102 euro per aver imprecato davanti al vigile che gli contestava il divieto

TRIESTE Centodue euro. A tanto ammonta la multa elevata a un triestino per aver bestemmiato dopo aver ricevuto un’altra contravvenzione per divieto di sosta.

La vicenda è successa ieri mattina in piazza della Borsa, l’uomo aveva lasciato la macchina di lavoro in una zona di carico e scarico: evidentemente le operazioni hanno richiesto più tempo del previsto e un Vigile urbano ha elevato una prima sanzione.


All’arrivo del proprietario del mezzo, visibilmente alterato come chiunque riceva una multa, la discussione si è animata e sono volate alcune bestemmie.

Codice alla mano l’agente ha deciso di applicare una norma, forse dimenticata dai più, e ha elevato così un secondo verbale. Questa in sintesi la storia che un parente del multato ha deciso di raccontare ai social network, dove qualcuno ha anche ironizzato: «Se beccavano me arrivavo a tre mila euro».

Per quanto la vicenda possa anche far sorridere la bestemmia fino al 1999 era un reato penale, poi è stato depenalizzata ad illecito amministrativo e, secondo l’ultima modifica dell’articolo 724, viene estesa anche a “manifestazioni oltraggiosa verso i defunti”. Per intenderci il famoso detto romano “li m...cci tua” potrebbe portare a un bel verbale.

Sempre secondo la norma la sanzione può andare da un minimo di 51 a un massimo di 309 euro. Secondo poi la Corte di cassazione con il termine “bestemmia” non si intende solo quella rivolta verso Dio, ma anche verso i rappresentanti delle altre religioni come ad esempio Allah e Buddha.

La curiosità è che secondo alcune sentenze l’insulto alla Madonna non sarebbe sanzionabile a conferma che l’Italia continua ad avere un problema con le quote rosa.

La blasfemia è comunque punita da sempre nel mondo dello sport: nel calcio ad esempio sarebbe prevista l’espulsione diretta in caso di bestemmia, una prassi talmente poco utilizzata da essere stata introdotta la prova televisiva, usata peraltro solo una volta nei confronti di un giocatore dell’Udinese.

Per evitare lo stop Gianluigi Buffon in un recente passato scelse di dare la colpa a «uno zio un po’ porcello». Vantaggi consentiti solamente al portiere della nazionale. —


 

Video del giorno

Trieste, scivola dalle scale di accesso al mare di Barcola

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi