Trovato morto il turista disperso ai Filtri, ma è giallo: malore o urtato da una barca

Addosso solo pinne, boccaglio e maschera, come gli habituè della spiaggia erano soliti vederlo prendere il largo

DUINO AURISINA. Sono oramai pochissimi - praticamente a zero - i dubbi sull’identità del cadavere ripescato ieri, lunedì 8 luglio, dagli uomini della Capitaneria di Porto e dei Vigili del fuoco nelle acque al largo dei Filtri di Aurisina. È quello del campeggiatore apneista dato per disperso domenica. Resta ora un altro mistero: quello delle cause della morte. Un malore o l’urto di una barca? Tutte le piste, al momento, restano aperte.

Nel documento ufficiale diffuso attorno all’ora di pranzo dalla Capitaneria di Trieste si parla di «un cadavere di sesso maschile con ancora addosso pinne, maschera e boccaglio». Una descrizione che aderisce fin troppo bene a quella fatta dalle persone che sabato avevano denunciato la scomparsa di Roesler Lutz, cittadino tedesco di 32 anni, proveniente da Goerlitz, cittadina tagliata in due dal confine fra Germania e Polonia, a Nord di Praga. Coloro che lo hanno conosciuto, seppur superficialmente, in questi giorni, avevano infatti spiegato ai Carabinieri che da qualche giorno non vedevano più questo «giovane tedesco, appassionato di pesca in apnea, che amava tuffarsi al largo dei Filtri di Aurisina munito solo di pinne, maschera e boccaglio».


Il ritrovamento della piccola tenda, ormai vuota, che Roesler aveva piantato vicino alla riva, hanno avvalorato i timori che, con ogni probabilità, sia proprio lui la vittima di questa tragedia del mare.

Dalle autorità che si stanno occupando della vicenda è stato annunciato che «a breve sarà effettuata l’autopsia per conoscere l’identità della vittima e le reali ragioni del decesso», mentre i Carabinieri della Stazione di Aurisina, per competenza territoriale, in quanto quel tratto di costa rientra nella giurisdizione del Comune di Duino Aurisina, si stanno adoperando, in collaborazione con la Polizia tedesca, per rintracciare la famiglia del giovane scomparso.

Un compito triste e difficilissimo, che però rientra nelle incombenze che i militari dell’Arma devono portare a termine in circostanze come queste.

Le ricerche erano iniziate domenica: per l’intera giornata i sub dei Vigili del fuoco e della Capitaneria di porto, con l’assistenza a terra dei Carabinieri, avevano battuto il tratto di mare che va dalla trattoria “Bellariva” verso Sistiana. Poche centinaia di metri di costa che a Roesler erano piaciuti moltissimo, al punto che il giovane aveva deciso di rimanere per qualche giorno in zona, per poter esercitare la sua grande passione e che, molto probabilmente, l’ha portato alla morte: la pesca in apnea.

«Si spingeva al largo – hanno raccontato ieri alcuni frequentatori della spiaggia dei Filtri – in solitudine e con la sole pinne e la maschera dotata di boccaglio. Poi si calava verso il fondo per pescare frutti di mare, che riportava a riva per mangiarli. L’avevamo ammonito di munirsi almeno della boa di segnalazione – hanno precisato – per evitare rischi. Ma non ci ha ascoltati». Una leggerezza che forse gli è stata fatale. Roesler aveva fraternizzato rapidamente con i frequentatori dei Filtri: chiacchierava e scherzava, nonostante le difficoltà determinate dal fatto che non parlava l’italiano.

Della vicenda si sta occupando l’autorità giudiziaria; sarà fondamentale capire la causa del decesso. La morte potrebbe essere stata indotta da un malore mentre nuotava al largo oppure da un’imbarcazione, incurante del divieto di transito all’interno delle cosiddette “pedocere”, che potrebbe averlo urtato, visto che scendeva senza la boa di segnalazione. Tutte ipotesi che al momento sono da considerare valide. Qualcuno ricorda di aver sentito il giovane tedesco parlare di certi suoi amici che vivono a Santa Croce e Prosecco. Ma per il momento nessuno si è fatto avanti.—


 

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