La concessione per Autovie affronta l’esame del Cipe

Attesa per il 18 luglio la valutazione dell'accordo di collaborazione con il Mit il Mef, e le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. A fine anno il verdetto definitivo



. Un lavoro in dirittura d’arrivo, ma va superato ora l’esame del Cipe. Autovie Venete ha già cerchiato sul calendario la data chiave, giovedì 18 luglio, il giorno in cui il comitato si riunirà per esaminare il dossier che riguarda la gestione pubblica delle tratte autostradali in regione, a partire dalla A4 Trieste-Venezia. Si tratta concretamente di approvare l’intesa tra ministero dei Trasporti, ministero dell'Economia e delle Finanze, Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, un passaggio determinante per chiudere un’operazione che dovrebbe portare, tra fine 2019 e inizio 2020, al rinnovo trentennale della concessione. Il presidente Maurizio Castagna, riconfermato dagli azionisti proprio per completare il percorso intrapreso, attende fiducioso la verifica: «Sul parere favorevole ci contiamo, è un passaggio molto importante per Autovie.


Il Cipe delibererà infatti su come dovranno essere regolamentate le concessionarie scadute. Regole che però non riguarderanno quelle società, come Autovie, che abbiano già pattuizioni diverse, soprattutto per quanto riguarda i criteri di calcolo del valore di subentro, ovvero di ciò che il nuovo concessionario dovrà riconoscere ad Autovie. Un punto, questo, fondamentale per preservare il valore patrimoniale della società». In caso di parere positivo del comitato, l’iter proseguirà in Corte dei conti, quindi si arriverà alla fase conclusiva, quella che prevede l’uscita da Autovie dei soci pubblici, con contestuale liquidazione di banche e assicurazioni che detengono quote in società, e l’affidamento della concessione in capo alla newco Alto Adriatico, la spa costituita da Friuli Venezia Giulia e Veneto che subentrerà ad Autovie per consentire il rispetto delle direttive europee, che impongono un gestore interamente pubblico. Sarà proprio la Alto Adriatico, forte della concessione, a portare avanti i lavori per il completamento della terza corsia. Lavori che, a sentire Autovie, sono in linea con il cronoprogramma, anzi perfino meglio nella tratta tra Palmanova e Portogruaro, che potrebbe essere interamente aperta quasi un anno prima del previsto: se non nel 2020, al massimo all’inizio del 2021. Già tra un mese sarà possibile percorrere a tre corsie la Palmanova-San Giorgio di Nogaro ed entro il prossimo gennaio la Latisana-Alvisopoli.

I disagi non sono sin qui mancati, ma l’accelerazione è un valore aggiunto per ridurre code e incidenti il prima possibile. Sotto controllo anche la questione finanziamento. Dopo avere utilizzato, anche grazie alla ripresa dei traffici, 600 milioni di ricavi da pedaggio, Autovie conta su altri 600 milioni di risorse provenienti, “fifty-fifty”, da Cassa depositi e prestiti e da Bei. A quel punto serviranno altri 6-700 milioni recuperabili ancora in autofinanziamento, sempre dando per fatto il rinnovo concessione. Per chiudere il cerchio resteranno a quel punto da pianificare le ultime due tratte dell’opera: da Palmanova a Villesse e, in Veneto, da Portogruaro a San Donà. —



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