In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

«È l’ora della pensione», Battisti Calzature chiude dopo 34 anni di storia

I coniugi Claudio Stefani e Rosalba Madotto si preparano a uscire di scena: «Speriamo che qualcuno raccolga la sfida»

2 minuti di lettura

TRIESTE. Dopo 34 anni di attività e passione per il commercio chiude Battisti Calzature, lo storico negozio dell’omonima via Battisti, al civico 23. Dietro il bancone Claudio Stefani e la moglie Rosalba Madotto si preparano a godersi «la pensione e gli amati nipotini». Alle spalle tanti anni dedicati a uno spazio dove prima si erano insediati in affitto e che poi hanno acquistato e ristrutturato.

Ora la decisione di lasciare, e la ricerca di una persona che possa subentrare, con il desiderio che l’ambiente non resti vuoto e inutilizzato, destino di altri fori in città degli ultimi anni.

«Nonostante la crisi generale si lavora ancora bene – raccontano – ma è arrivato il momento per noi di salutare. Lo abbiamo comunicato da poco ai clienti, che sono molto dispiaciuti, anche perché un punto vendita simile non c’è qui vicino. I più affezionati sono gli anziani e quelli che abitano in zona, abituati a ricevere consigli utili quando comprano le scarpe».

Volge dunque al termine un’avventura iniziata tanti anni fa per la coppia, sempre insieme nel corso del tempo. «La mia famiglia lavorava già nel settore, avevo un’esperienza maturata fin da giovanissima nelle vendite – spiega Rosalba – e anche per questo ci siamo orientati su questa tipologia di merce. Cercavamo un negozio tutto nostro finché abbiamo letto un annuncio sul Piccolo, così siamo venuti a vedere l’ambiente e abbiamo deciso di aprire. E gli affari sono andati bene fin da subito: è stata una via sempre vivace, di grande passaggio, dove abbiamo accolto di anno in anno i nostri clienti con professionalità e con gentilezza. Crediamo siano state qualità apprezzate, visto l’affetto che in questi giorni tutti ci stanno dimostrando».

Tra scarpe, sandali e pantofole, intere generazioni sono passate per scegliere i tanti modelli esposti. «I più belli – ricorda Claudio – sono stati gli anni Novanta, in particolare quando alcune mode contagiavano migliaia di ragazzi. Era, ad esempio, l’epoca dei Camperos, gli stivali adorati dai giovani e di cui eravamo uno dei pochi rivenditori in città. Si formavano molto spesso lunghe file fuori dalla porta, ogni giorno, e dovevo riallestire la merce anche due volte a settimana, andando fuori città, per accontentare tutte le richieste. Compravano senza sosta. Abbiamo sempre cavalcato le tendenze del momento, e in alcuni periodi avevamo anche diversi commessi, fondamentali per seguire il continuo viavai».

La data di chiusura ufficiale non è ancora stata fissata, sarà decisa più avanti, nel frattempo il negozio continua con il suo solito orario, con Claudio e Rosalba ancora al lavoro.

«Abbiamo affidato la ricerca di un nuovo “inquilino” a un’agenzia. L’ambiente è grande – ricordano – con i suoi quasi 100 metri quadrati. Il negozio è bello, con uno spazio ben organizzato. Speriamo che arrivi qualcuno, magari dei ragazzi giovani con la voglia di iniziare una nuova strada, com’è stato per noi oltre trent’anni fa. Per lungo tempo è stata la nostra seconda casa, non vorremmo – aggiungono Claudio e Rosalba – lasciare la serranda chiusa».


 

I commenti dei lettori