Prende forma l’archivio online de “Il Piccolo”. In arrivo sul web tutte le copie dal 1881 a oggi - Video

La prima parte della digitalizzazione, partita a novembre, si chiude domani a Trieste. La seconda si compirà alla Biblioteca nazionale di Firenze 

Trieste, la digitalizzazione del Piccolo diventa realtà

TRIESTE La digitalizzazione de Il Piccolo sta per diventare realtà. Il progetto, che è partito tre anni fa e vede operare in sinergia la Regione con l’Erpac, l’Ente regionale patrimonio culturale, il Comune di Trieste con la Biblioteca civica Hortis e il Gruppo Gedi, editore de Il Piccolo, porterà l’intero nostro archivio, sin dal primo numero del 29 dicembre 1881, sul web. Con l’obiettivo di preservare il passato, guardando al futuro attraverso l’uso di tecnologie all’avanguardia ed evitando così la dispersione e la consunzione delle copie cartacee.



L’archivio online, che offrirà uno spaccato di storia contemporanea non solo della Venezia Giulia ma dell’intero Paese e prima ancora del vecchio impero asburgico, permetterà a studiosi, lettori e curiosi, anche da remoto, di accedere all’enorme “messe” di informazioni custodita all’interno di centinaia di migliaia di pagine, anche grazie al riconoscimento ottico dei caratteri (l’Ocr) che dispensa immagini ad altissima risoluzione.

«I lavori sono cominciati nel novembre scorso – spiega Gabriella Norio, referente del progetto e responsabile dell’Archivio diplomatico del Comune di Trieste – con il Comune che ha messo a disposizione questo ambiente al fine di procedere con la digitalizzazione delle copie, alcune delle quali alquanto consunte, custodite nella Civica Hortis, e altre, in migliori condizioni, conservate nell’archivio de Il Piccolo, utilizzando degli scanner specifici per la scansione di formati di questo genere, portati qui da Komedia, società romana che si sta occupando della digitalizzazione e dell’indicizzazione. Noi qui a Trieste porteremo a termine il lavoro sabato (domani, ndr)». Scanner e attrezzatura informatica, che in questi mesi Federica, Elettra ed Elisabetta hanno quotidianamente utilizzato, partiranno alla volta di Firenze, destinazione la sede della Biblioteca nazionale centrale.

Qui le copie de Il Piccolo non scannerizzate a Trieste poiché introvabili, ma oggi custodite in ottime condizioni nel deposito della stessa Emeroteca nazionale di Firenze, serviranno a colmare le lacune giuliane. Alla fine saranno ben 514.285 le scansioni messe in conto.

Numerose le difficoltà incontrate finora, specie per la lacunosità di alcuni numeri, dovuta all’usura e alla dispersione nel corso del tempo, ma anche alle differenti denominazioni delle edizioni che si sono succedute in 138 anni di storia. «Un progetto costato 156 mila euro – spiega Giocondo Barattin, referente per l’Erpac – che proietta sul web la storia di un quotidiano glorioso che attraverso le sue pagine ha raccontato gli accadimenti più importanti in città e nel territorio che la circonda: un patrimonio che rischiava di essere, in parte, irrimediabilmente perso per la delicatezza del supporto cartaceo e che questo lavoro, che contiamo di portare a termine entro l’anno, non solo preserva ma proietta in un ambiente più dinamico di ricerca da remoto. L’obiettivo resta quello di digitalizzare le copie cartacee fino al 2010».—

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