Debutta il primo luglio in Carso il bus a chiamata con un “clic”

Foto di Andrea Lasorte

Coinvolti due mezzi con base a Opicina: uno agirà in direzione Borgo San Mauro e l’altro verso Pese. Prenotazioni possibili sia attraverso il centralino che sul web

TRIESTE Bruxelles pensa alle aree continentali dove le genti europee alle periferie nazionali utilizzano meno il mezzo pubblico, offrendo così il destro a Trieste Trasporti per varare la sua ultima creatura, “SmartBus”. La si potrebbe anche definire - vedremo perchè - “Transcarsica”: un servizio a chiamata, sperimentale, che aprirà i battenti lunedì 1° luglio e che durerà quattro mesi fino alla fine di ottobre. E’ uno dei primi assaggi, se non addirittura il primo, all’insegna della flessibilità operativa nel Nordest.



Fino all’11 agosto sarà gratis, poi costerà 2 euro. Si potrà prenotare la corsa via web, con cellulari e computer, ma anche passando attraverso il centralino che l’azienda ha prudentemente contemplato. Il biglietto cartaceo, per i diversamente innovativi, sarà acquistabile in alcune rivendite che verranno individuate tra alcune settimane.

La linea funzionerà dalle 9 alle 21, compresi i giorni festivi, e avrà come base Opicina, da dove ogni due ore una coppia di mezzi, uno diretto a est verso Pese e uno diretto a ovest verso Borgo San Mauro, effettueranno questo nuovo collegamento su prenotazione, prenotazione che potrà avvenire fino a due ore prima e che sarà confermata nel giro di 5 minuti. Importante: la meta, più vicina alla città, è il complesso ospedaliero di Cattinara.

I bus, in grado cadauno di accomodare 60 utenti seduti, faranno capo alle fermate esistenti nella mappa del trasporto pubblico locale. Figura-chiave dal punto di vista organizzativo è l’autista, che, oltre al suo compito istituzionale, verificherà la congruità tra il passeggero e il suo documento di viaggio. La novità non sostituisce linee, ma le integra.

Uno stato maggiore “interforze” ha illustrato ieri mattina il progetto in una sala del governatorato regionale in piazza Unità. Per la Regione l’assessore Graziano Pizzimenti, per il Comune triestino (azionista al 60% dell’azienda) l’assessore Francesca De Santis, per Trieste Trasporti un triumvirato composto dal presidente Pier Giorgio Luccarini, dall’amministratore delegato Aniello Semplice, dal comunicatore Michele Scozzai. Lo Iuav veneziano era rappresentato da Michele Mazzarino.

Innanzitutto attenzione generale perchè si tratta di una prima volta regionale, replicabile se i risultati saranno incoraggianti. L’esperimento è finanziato per quasi il 50% da 130 mila euro dell’Interreg Central Europe Peripheral Access: in complesso, compresi i costi aziendali, i quattro mesi di prova richiederanno un investimento di circa 230-240 mila euro.

Il Carso è il tallone d’Achille del trasporto pubblico triestino, quindi la “chiamata” è un interessante banco di prova per tarare meglio il servizio e per valutarne l’applicabilità in altre situazioni, come la “movida” notturna nelle aree urbane di maggiore frequentazione giovanile. Non ci sono previsioni sul potenziale numero di utenti lungo il quadrimestre sperimentale: conti in corso d’opera. —


 

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