Statua a Maria Teresa, c’è l’accusa di plagio

L’artista arrivato secondo denuncia la “sospetta” somiglianza tra il tallero, che ha vinto la gara, e un’opera in Moldavia

TRIESTE Un tallerone originale o un’enorme patacca? Il monumento a Maria Teresa d’Austria torna a far discutere. In attesa che il Comitato per l’erezione del monumento a Maria Teresa, presieduto da Massimiliano Lacota, decida una data per l’assegnazione dei premi (15 mila euro il primo), scoppia in rete una polemica. A sollevarla è l’artista Paolo Ferluga arrivato secondo al concorso dopo la consultazione popolare dell’11 marzo con la proposta “Maria Teresa e Noi” (la sovrana attorniata da bambini) realizzata assieme a Lorena Matic. «Ho trovato in rete questa immagine di un monumento a Chisinau, capitale della Moldavia, dedicato a una sgangherata moneta locale. Credo non si possa parlare di straordinaria somiglianza con il tallerone di Maria Teresa quanto di una sua assoluta sovrapposizione. Come secondo arrivato al concorso per la realizzazione del monumento a Maria Teresa da collocare in piazza Ponterosso dopo votazioni capestro che hanno di fatto reso impossibile lo svolgimento regolare del voto, mi sento semplicemente preso in giro» scrive Ferluga.

Monumento a Maria Teresa d'Austria: vince il tallero gigante dei triestini under 30



Sotto accusa l’idea (non troppo “originale” a questo punto) del grande tallero del trio giovane Nicola Facchini, Elena Pockay e Eric Gerini che ha stravinto la consultazione popolare ricevendo 475 preferenze su 869 votanti. La proposta “MoneTa”, che aveva sedotto in primis la commissione giudicatrice (composta tra gli altri dall’architetto Giovanni Fraziano, ex preside di Architettura, e dalla dottoressa Laura Carlini Fanfogna, direttrice dei Civici musei), sembra un caso di plagio. Il monumento a “1 ban” (un centesimo del leu moldavo) risale al 2015 per la piazza della Banca nazionale della Moldavia. In realtà l’opera è stata realizzata fuori terra senza l’effetto “salvadanaio” del progetto iniziale che è quello del grande tallero triestino infilato nel selciato di piazza Ponterosso a lato dei due vespasiano sotterranei.



L’idea del tallero, che stranamente era pure il logo del comitato, è venuta, hanno fatto sapere Facchini, Pockay e Gerini, «dall’usanza di porre questa moneta sotto una tegola del tetto di una nuova casa. Abbiamo cercato di creare qualcosa di nuovo. Il progetto prevede che la moneta venga incastonata nel pavimento della piazza per simboleggiare i denari dell’Impero che, all’epoca, sono stati impiegati per migliorare la nostra città trasformando Trieste in un grande salvadanaio». E se su una faccia della moneta ci sarà l’effigie dell’imperatrice, l’altra sarà levigata e riflettente. In verità il rovescio della medaglia è un progetto analogo pensato Chisinau, capitale della Moldavia. Dopo il D’Annunzio in triplice copia, Trieste si ritrova una moneta monumento già fuori corso. —


 

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