La casa “senza confini” apre le porte sul Carso tra giochi e piatti etnici

Open day al centro di accoglienza di Bristie gestito da Ics e Fondazione Luchetta. «Qui le differenze non si vedono»



Un bambino corre. I presenti salutano il suo arrivo applaudendolo e acclamando ad alta voce il suo nome. Quel bambino, si scopre poco dopo, due anni fa non poteva camminare. È uno dei tanti piccoli esseri umani passati per Casa Steffè, il centro di accoglienza Sprar del Comune di Sgonico gestito da Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin e Ics - Consorzio italiano di solidarietà. Siamo nella piccola frazione di Bristie, sull’altipiano carsico.


Nel giardino della casa, dove attualmente vivono due famiglie, c’è una festa. Si tratta di un vero e proprio “open day” della struttura, sulla scia delle celebrazioni in programma a Trieste e provincia in vista della Giornata mondiale del rifugiato.

Dopo una mattina all’insegna dei giochi, ecco il momento del pranzo interculturale. Per l’occasione sono accorsi non solo i dipendenti e gli accolti di via Valussi, l’altro centro gestito dalla Fondazione Luchetta, ma anche gli abitanti della zona nonché tutti coloro che hanno abitato Casa Steffè in passato e che oggi hanno concluso lo Sprar. Ci sono famiglie provenienti dal Mali e dalla Nigeria. Ci sono una signora libica e un’altra venezuelana. Le cuoche, albanesi, hanno preparato il përshesh: «Un nostro tipico piatto di Capodanno – spiegano – a base di tacchino, pane di farina di mais, insaporito con burro, menta e cipolla».

Ma ci sono anche il riso biryani, «imparato da alcune donne dell’Iraq», nonché un’italianissima lasagna. Non può mancare il burek, filo diretto dalla Slovenia al Medioriente. «Le famiglie del circondario sono sempre presenti, ad esempio quando c’è il compleanno di un nostro bambino», spiega la presidente della Fondazione Daniela Schifani Corfini Luchetta: «Quella di oggi (ieri, ndr) è un’ulteriore occasione di incontro, di conoscenza reciproca. Per i bambini tutto è più semplice. Non vedono le differenze, è sempre un adulto a farle notare. La scuola per fortuna ci aiuta molto. L’anno scorso due maestre, assieme all’intera classe di una delle nostre bambine, sono venute a svolgere delle attività nei nostri spazi». Questa festa è organizzata dall’Arci servizio civile nell’ambito del progetto “spazi attivi”.

Analogamente mercoledì 19, dalle 16 alle 18, aprirà al pubblico la struttura Ics di via Gozzi 4. Giovedì 20 ricorre la Giornata mondiale del rifugiato: nella stessa data, nel 1951, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione di Ginevra. Quest’anno l’anniversario si celebrerà con un flashmob durante il quale sarà osservato un minuto di silenzio, dedicato alle vite in sospeso di chi migra così come di chi rischia il proprio posto di lavoro per effetto della legge sicurezza: è il caso di tanti operatori dell’accoglienza. Per partecipare si deve contattare l’indirizzo email attivita@icsufficiorifugiati.org. Il 23 giugno ci si sposterà nel giardino di via san Michele per la festa conclusiva, dalle 17. Il 25 giugno, infine, al Lunatico festival si terrà lo spettacolo teatrale “Tracce – acquerelli di umanità varie”, promosso da Ics ed eTielleZeta, per la regia di Sara Galiza e Lorenzo Zuffi.—



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