I Paesi dell’Ince investono sull’Europa 17 firme per la Dichiarazione di Trieste

Un momento dei lavori del vertice tenuto nella sede della Regione in piazza Unità d’Italia, a Trieste

Dall’economia all’ambiente e alla sicurezza, ok al documento d’impegno comune. Appoggio all’ampliamento a Est dell’Ue

TRIESTE In un momento di massima confusione dell’Unione europea i diciassette ministri degli Esteri dell’Iniziativa centroeuropea (Ince) rilanciano con la “Dichiarazione di Trieste” un’azione comune basata sullo stato di diritto e sulla coesione che dimostra come, al di là dei sovranismi, c’è ancora una volontà comune da esprimere e da esercitare. Documento importante anche perché porta in calce la firma di alcuni Paesi del cosiddetto Gruppo di Višegrad come Cechia, Slovacchia e Ungheria dove il su menzionato sovranismo intriga da tempo i principali partiti di governo.



«L’Ince - sottolinea il ministro degli Esteri e presidente di turno Enzo Moavero - serbatoio di culture, storie ed etnie e politiche diverse guarda in modo identitario all’Unione europea, dall’Adriatico all’Europa Sud orientale». E la “Dichiarazione di Trieste”, firmata nel palazzo della Regione di piazza dell’Unità d’Italia che ha ospitato i lavori, è «l’atto innovativo - spiega ancora il titolare della Farnesina - che in dieci punti cerca di rispondere ai temi della sicurezza, delle infrastrutture, dei prodotti di qualità (per eliminare la deplorevole abitudine dei grandi gruppi alimentari di rifornire i mercati dell’Est con merci di seconda categoria per qualità ma con lo stesso marchio ndr.) nell’ambito di uno sviluppo sostenibile». Il tutto, secondo Moavero espresso in «un’identità non ancillare a nessun’altra organizzazione» (risposta indiretta all’Iniziativa dei Tre Mari? ndr.) e considerando, conclude il ministro, «che l’allargamento dell’Ue a Est è nel Dna dell’Europa dal 1989, dall’anno della caduta dei muri. Allargamento che comporta delle sfide per Bruxelles così come per i Paesi in via di adesione ciascuno con i suoi tempi necessari a concludere il negoziato con l’Ue, quell’Unione europea che deve ritrovare il suo animo cooperativo altrimenti ciascun Paese può essere considerato un’isola».

Confermato l’appoggio dell’Ince all’allargamento dell’Ue ai Balcani occidentali, la “Dichiarazione di Trieste” esprime la volontà di cooperazione tra le polizie per la lotta al terrorismo, al crimine organizzato e alla corruzione, la necessità di promuovere riforme per garantire lo stato di diritto, la protezione sociale, uno sviluppo sostenibile, nella salvaguarda dell’ambiente e del patrimonio culturale e sostenere la ricerca scientifica e tecnologica attuando la massima collaborazione tra le università e gli istituti scientifici. Considerata la massima attenzione ai temi infrastrutturali si pensa a un rafforzamento dell’area business dell’Ince per sviluppare rapporti economici e finanziari all’interno dell’area interessata.

La Dichiarazione demanda poi al Segretariato generale di Trieste di elaborare una proposta esecutiva relativa alla realizzazione di una piattaforma Ince a livello di Enti locali, senza dimenticare le future generazioni, delegando, in questo senso, sempre il Segretariato a elaborare una vera e propria “Agenda dei giovani”.

Il ministro degli Esteri del Montenegro Srdan Darmanović, che dal primo gennaio 2020 assumerà la presidenza di turno dell’Ince, ha ribadito «l’impegno di Podgorica a implementare tutte le azioni necessarie per la costruzione di un’area più stabile». Ricordando che proprio il Montenegro è il Paese che prima di tutti tra quelli dei Balcani occidentali taglierà il traguardo dell’adesione all’Ue, Darmanović ribadisce la fede del suo Paese nell’Ue e nell’Ince. «Lavoreremo - conclude - per ottenere risultati concreti, per definire documenti strategici per il futuro della regione, in un approccio regionale che quello migliore per affrontare le sfide che ci attendono».

Soddisfatto il segretario generale dell’Ince Roberto Antonione che non si nasconde però «l’impegnativo compito assegnato al segretariato di Trieste di disegnare una nuova dimensione dell’Ince a livello di enti locali». —


 

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