Nuovo caso di maltrattamenti su bambini. Educatrice di un centro estivo sotto accusa

Piccoli di un anno e mezzo trascinati per le braccia, sbattuti a terra e colpiti nella struttura di via Tigor durante l’estate 2018

Trascinati per le braccia, sbattuti sul pavimento. Sgridati e presi a manate. Bimbi di pochi mesi, in lacrime e terrorizzati. A Trieste scoppia un altro caso di maltrattamenti su bambini. È il secondo nel giro di una settimana.

Dopo gli episodi emersi nell’indagine sull’asilo “Pollitzer” di via dell’Istria, nel mirino della magistratura adesso è finito il centro estivo ospitato nella struttura dei nidi comunali “La Mongolfiera-Lunallegra” di via Tigor. I maltrattamenti sarebbero avvenuti l’estate scorsa: i nodi giudiziari vengono a galla ora. La Procura della Repubblica ha messo sotto inchiesta una giovane educatrice. La titolare del fascicolo è il pubblico ministero Chiara De Grassi.


Stavolta i bimbi sono ancora più piccoli di quelli del “Pollitzer”: non di quattro, cinque o sei anni, come nel fascicolo aperto sul caso di via dell’Istria, ma sotto i due anni. Anche di diciotto mesi appena.

La denuncia alle forze dell’ordine è partita da una mamma preoccupata di vedere il figlioletto spesso triste e in lacrime. Era l’estate del 2018: crisi di pianto continue, quasi quotidiane, e apparentemente immotivate, di cui i genitori non riuscivano a darsi una spiegazione convincente.

«Perché il bambino fa così? Cosa sta accedendo?», si chiedevano in casa. Difficile trovare una risposta plausibile, soprattutto a quella tenera età. Ma la famiglia ha voluto andare a fondo e capirci di più.

È così che è scattata la segnalazione dei genitori all’autorità giudiziaria.

E come nella vicenda dell’asilo di via dell’Istria, anche nella struttura di via Tigor sono state installate le telecamere nascoste.

Sono stati gli agenti del Nucleo di polizia giudiziaria della Polizia locale a occuparsene. Le telecamere hanno ripreso tutto.

Secondo l’accusa del magistrato, le scene immortalate dal sistema di video registrazione mostrano chiaramente cosa succedeva all’interno del centro estivo: bambini in tenerà età afferrati per le gambe o per le braccia e trascinati sul pavimento. O, ancora, sollevati di peso (sempre per le braccia) e sbattuti a forza a sedere per terra.

Non solo. L’insegnante avrebbe sferrato ai piccoli alunni anche colpi con le mani. Nell’indagine della Procura non si fa riferimento a veri e propri pugni ma, appunto, a «colpi con le mani». Ma si può facilmente immaginare l’effetto su quei corpicini così esili e indifesi.

Tutto questo avveniva davanti a tutti: gli altri compagni erano costretti ad assistere alle scene di violenza. Vedevano gli altri bimbi in lacrime, terrorizzati. E dinnanzi a scene del genere non potevano far altro che piangere pure loro.

Sono due le possibili imputazioni contestate dagli inquirenti all’educatrice del centro estivo di via Tigor: maltrattamenti aggravati nei confronti di persone (in questo caso minori) «sottoposte all’autorità o affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia». O, in alternativa, «l’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina». Al momento non si sa se i responsabili del centro siano stati avvertiti o, perlomeno, interrogati. Da quanto risulta sarebbero stati sentiti invece alcuni genitori.

I maltrattamenti documentati dalle riprese video risalgono, in particolare, al 31 luglio 2018, al primo e al 2 agosto.

Le violenze, subite direttamente o “soltanto” viste, riguardano invece nove bambini in tutto. Sembra un’intera classe. L’indagata, difesa dall’avvocato di fiducia Laura Pisani del Foro di Trieste, ha già ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Alcune famiglie, non appena hanno saputo dell’inchiesta giudiziaria avviata dalla Procura di Trieste nei mesi scorsi, si sono affidate a un legale; per ora, da quanto si è saputo, gli avvocati coinvolti sono Sara Pecchiari e Maria Genovese. —


 

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