«Lavoratori in servizio anche con la febbre per garantire lo scuolabus»

Il legale Franco che assiste i due: «Le ipotesi di reato contestate sono tutte da dimostrare». Disponibilità a risarcire l’eventuale danno

Verso fine giugno è attesa l’udienza preliminare dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal sostituto Valentina Bossi. «In questa fase invito alla prudenza, perché si tratta di ipotesi tutte da dimostrare» esordisce l’avvocato Alessandro Franco, legale dei due operai, che a suo tempo assistette, in un precedente caso di assenteismo, un dipendente comunale di Mossa, poi assolto per non aver commesso il fatto.

«Quanto alle ipotesi non si tratta – prosegue – di peculato, bensì di peculato d’uso, peraltro veramente marginale, in considerazione del mezzo che sarebbe stato illegittimamente usato, una Panda di vent’anni, per spostamenti, quand’anche fossero dimostrati, pari a qualche centinaio di metri». Insomma, a detta dell’avvocato, tragitti brevi. Ma un altro aspetto va tenuto in debita considerazione: il ruolo che un operaio ha all’interno di un piccolo Comune come quello di Fogliano, dove spesso gli addetti si trovano a essere quasi dai factotum. Insomma, «si tratterebbe di una serie di ipotesi accusatorie che andrebbero molto attentamente ponderate, sentendo anche la campana della difesa». Franco parla di «micro-assenze», cioè “pause” dal lavoro di minuti, non certamente ore. Per contro «stiamo parlando – sempre Franco – di dipendenti con alle spalle venti o trenta anni di servizio ineccepibile. Persone che si sono sempre sacrificate, svolgendo mansioni ulteriori rispetto ai doveri e competenze propri, come l’incarico di autista del pulmino, oppure rientri al lavoro senza chiedere lo straordinario». «Pertanto – ribadisce – c’è bisogno di cautela nei giudizio». Quanto alla richiesta di danno erariale «non ci sono problemi di questo tipo, perché non volendo in alcun modo creare problemi, abbiamo provveduto, ferme tutte le riserve, a dare disponibilità a risarcire il presunto danno erariale, che sarà senz’altro dell’ordine di qualche centinaio di euro, per evitare ogni conflittualità». Tra i fatti contestati a uno degli operai, anche l’aver pagato una multa nell’orario di lavoro, anziché chiedere permesso per assentarsi. «C’è amarezza – conclude Franco – da parte dei lavoratori per fatti così minimali: stiamo parlando di persone che non hanno consumato in vent’anni un giorno di malattia e si sono recati al lavoro anche con la febbre per garantire il trasporto dei bambini con lo scuolabus». –


Ti. Ca.

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