Sull’area dello scalo ferroviario occhi puntati dell’interporto

Il presidente Sette: tratteremo con la proprietà, l’obiettivo è potenziare l’opera L'infrastruttura è in fase di smantellamento. Savino: ferita aperta per il territorio 



L’obiettivo è trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Il presidente dell’interporto di Cervignano, Lanfranco Sette, annuncia di essere intenzionato a conferire con la proprietà dello scalo ferroviario cervignanese, Ferrovie dello Stato, definita dai cittadini una cattedrale nel deserto, al fine di giustificare un’eventuale e futura manifestazione d’interesse all’area da parte dell’interporto. «Stiamo valutando se l’interporto potrà avere un ruolo nella vicenda dello scalo ferroviario – conferma il presidente Sette, che ieri si trovava a Monaco, alla fiera internazionale della logistica, assieme al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, agli assessori regionali Sergio Emidio Bini e Graziano Pizzimenti e al presidente del porto di Trieste, Zeno D’Agostino –. Abbiamo terminato da poco l’area che servirà a effettuare il servizio di deposito. Ci stiamo allargando e questo servirà a garantire maggiori servizi a vantaggio di tutta l’economia friulana. Stiamo intraprendendo atti propedeutici per una manifestazione d’interesse. Vogliamo essere un soggetto capace di attuare una determinata strategia finalizzata al potenziamento dell’infrastruttura, parliamo dello scalo, e di conseguenza, del territorio».


Sette spiega che, anche a Monaco, sono stati avviati contatti importanti che potrebbero avere ricadute positive anche sull’interporto cervignanese. «Abbiamo creato un coordinamento tra diverse realtà. Il potenziamento degli assi strategici, tra cui Cervignano, è lo scenario all’interno del quale ci muoviamo. Posso anche dire che la collaborazione con il comune di Cervignano, nella persona del sindaco, Gianluigi Savino, è ottima. Ricordiamo che l’amministrazione comunale cervignanese è socia dell’interporto. C’è una condivisione sulla necessità di coinvolgimento e di attenzione dell’interporto locale da parte dell’interporto di Trieste. Siamo disponibili a confrontarci con tutti i soggetti interessati e abbiamo intenzione di reperire le informazioni utili per fare in modo di superare una volta per tutte il problema legato allo scalo ferroviario». La situazione dello scalo di Cervignano preoccupa molti residenti. Gian Carlo Pastorutti, portavoce del comitato No Tav Bagnaria, ha spiegato che «a distanza di due anni, l’area è in fase di smantellamento, con la rimozione di parecchi binari». Secondo il portavoce «anni fa era il più grande scalo del Nord Est, per un costo di oltre 100 miliardi di vecchie lire e la distruzione di 100 ettari di terreno agricolo». Il sindaco di Cervignano, Gianluigi Savino, aggiunge: «È indubbio che le prospettive di sviluppo e occupazione alle quali si pensò negli anni ‘70 non si sono realizzate e più volte, a malincuore, ho definito lo scalo una ferita aperta nel territorio cervignanese. Sarebbe complesso analizzare compiutamente le cause, che hanno una valenza nazionale se non addirittura internazionale. Da tempo, la Regione è intervenuta con cospicui investimenti strutturali sull’interporto e, negli ultimi anni, si sono aperte interessanti prospettive, che ci rendono fiduciosi specie ora che la struttura è stata inserita a pieno titolo nella piattaforma logistica regionale». —



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