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La crociata per l’unità dell’Isontino: una petizione da 1285 firme a Zanin

I contenuti, approvati con mozioni dai Consigli comunali dell’area, bocciano eventuali smembramenti

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GORIZIA Hanno consegnato di buon mattino a Udine al presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin 1285 firme «per l’autonomia, la valorizzazione e l’unità dell’Isontino». Quindi, in conferenza stampa, gli esponenti del Pd hanno spiegato che l’obiettivo dell’iniziativa è di tutelare quel territorio dal rischio smembramento a vantaggio di altre ex province a seguito della riforma degli enti locali che il centrodestra regionale ha pianificato entro l’anno.

Diego Moretti, consigliere dem, tuona contro «spezzatini e annessioni annunciate», ricorda quanto accaduto in sanità e riassume: «Da Fedriga e dal centrodestra solo umiliazioni per l’Isontino. Sulla prossima, annunciata ma non ancora formalizzata riforma delle autonomie si dia ora ascolto alla voce di quasi 1300 persone». I contenuti della petizione (assegnata alla quinta commissione) li spiega Alessandro Zanella, ex sindaco di Romans e presidente dell’assemblea provinciale del Pd di Gorizia: nel testo si chiede di «valorizzare i confini territoriali dell’ex provincia di Gorizia, nonché il patrimonio e le identità espressi dall’insieme dei comuni che compongono questa area geografica», «promuovere ogni iniziativa mirata a tutelare l’autonomia e l’unità politica e amministrativa dell’Isontino», «coinvolgere nel processo di nuova identificazione dell’autonomia isontina le amministrazioni comunali attraverso un approccio che parta dal basso considerando le specificità economiche, amministrative e identitarie del territorio interessato».

Moretti, che non dimentica che, «su iniziativa nostra», i 25 consigli comunali dell’Isontino hanno tutti approvato singole mozioni contenenti i passaggi della petizione», parla ancora di «stimolo per valorizzare e difendere questo territorio che ha dato tanto, che storicamente è stato il più aperto all’Est Europa quando non era facile esserlo e che in questi anni di autonomia regionale è stato cuscinetto e avanguardia». Territorio, aggiunge Zanella, «che coincide quasi interamente con l’Arcidiocesi di Gorizia e in cui comunità e lingue diverse hanno trovato un collante esprimendo un forte senso di appartenenza a una terra legata a un fiume e a un confine, e nella quale i comuni hanno saputo costruire insieme rapporti e servizi, facendo nascere anche due società partecipate».

Dalla maggioranza arriva però il commento critico del leghista Diego Bernardis, presidente della quinta commissione: «Premesso che sono naturalmente d’accordo sul fatto che l’unità e l’identità della ex provincia di Gorizia dev’essere tutelata per mille ragioni – afferma il consigliere regionale –, a partire da quelle storiche, identitarie ma anche culturali, sociali ed economiche, mi risulta alquanto curioso che una petizione simile venga proposta dal Pd e in particolare dal consigliere regionale Moretti quando, nel 2014, con la legge delle famigerate Unioni territoriali intercomunali fortemente voluta dall’amministrazione Serracchiani, fu proprio il Pd ad avviare il processo di disgregazione del territorio isontino. Siamo alla sterile propaganda e all’ipocrisia». —


 

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