Maltrattamenti nell’asilo di via dell’Istria, altri genitori pronti ad avviare azioni legali

Si allunga la lista delle possibili vittime delle maestre finite sotto accusa. Un papà: «Mia figlia piangeva, ora capisco perchè»

TRIESTE «Mamma, ho paura della maestra». Si sentivano ripetere frasi simili quasi ogni giorno molti genitori dei piccoli alunni della scuola dell'infanzia “Pollitzer” di via dell'Istria. Gli stessi che ora, dopo le notizie sulle indagini avviate dalla Procura nei confronti di tre insegnanti, hanno scelto di uscire allo scoperto, riferendo degli sfoghi dei loro figli e raccontando di certi comportamenti a cui prima non riuscivano a dare spiegazioni. Questi genitori - finora non coinvolti nell’indagine, ma convinti di potersi ritenere parti offese, nei prossimi giorni intendono avvalersi di un legale per accertare se ci sia il coinvolgimento anche dei loro figli nella vicenda.



«La mia bambina - racconta una mamma di cui non indichiamo l’identità per tutelare la figlia piccola - aveva iniziato a frequentare proprio quella classe nell’ottobre del 2017 e, dal mese successivo aveva cominciato ad urlare la notte, a non dormire, a farsi la pipì addosso. Quando andavo a prenderla all’asilo, scoprivo che si era fatta anche la cacca nelle mutandine, cosa che a casa non faceva più da tempo».



La classe finita sotto la lente della procura è quella contraddistinta dal colore verde, al primo piano, ad un passo dalla stanza della dirigenza. «La bimba rifiutava il cibo, - ricorda - piangeva pur di non avvicinarsi all’asilo. Ad un certo punto ha anche ammesso: “Ho paura della maestra: urla, ci costringe a stare immobili e l’ho vista picchiare i miei compagni”. Solo ora che abbiamo letto cosa hanno ripreso le telecamere sistemate in classe, io e mio marito abbiamo avuto prova che i nostri sospetti erano fondati».



La madre riferisce di aver parlato di questo disagio al personale scolastico, insieme al marito. «Ci dissero che era la bambina ad inventarsi tutto e che forse era meglio portarla da uno psicologo - dichiara la donna -. Pochi ci credevano. Ho anche riferito della situazione al Distretto di Valmaura. Pensavamo di essere gli unici a lamentarci di questa cosa e così, facendo un grave errore, non abbiamo denunciato e abbiamo ritirato la bimba da scuola. Ora ci muoveremo legalmente».

Un’altra bambina che frequentava quella stessa classe della Pollitzer, ascoltando ieri i Tg in tv assieme ai genitori, nel sentire nominare la «stanza al buio» dove qualche bambino sarebbe stato messo in castigo, «ci ha spiegato - riferisce la madre - che in realtà non si trattava di una stanza, ma dell’armadio che si trovava in classe e dove una maestra rinchiudeva i “cattivi”».

Alcuni genitori, dopo la diffusione della notizia, hanno iniziato anche a sviluppare forti sensi di colpa. «Mia figlia - riferisce un padre - non voleva in nessun modo andare in asilo, piangeva, si aggrappava alle mie gambe, non comprendevo cosa le stesse succedendo, e oggi mi sento in colpa per non aver capito. Abbiamo chiesto un cambio di classe, ma non è stato possibile. Ora l’abbiamo trasferita alla Kromo, e va volentieri all’asilo. Domani - anticipa - contatterò un legale per capire come muovermi». —


 

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