Maltrattamenti all'asilo: «Mia figlia era terrorizzata dalle maestre. Hanno picchiato un bimbo davanti a lei»

Il racconto choc della mamma che ha innescato l’indagine sulla scuola d'infanzia di via dell’Istria. «La piccola si svegliava per gli incubi»

TRIESTE «Mia figlia si svegliava con gli incubi. Talvolta urlava alla sorellina... lo faceva per imitare il comportamento delle maestre con gli altri bambini. Le maestre gridavano sempre. Poi mia figlia mi ha raccontato di aver visto gli schiaffi in classe... un giorno si è aggrappata a un passamano perché non voleva entrare in asilo. Era terrorizzata, piangeva. Ho dovuto riportarla a casa».



A parlare è la mamma da cui è partita l’intera indagine della Procura sui maltrattamenti nella scuola comunale dell’infanzia “Pollitzer” di via dell’Istria 170. È dai comportamenti della figlia che la madre si è insospettita. Sono tre le insegnanti indagate.



La donna, una quarantenne triestina, si era rivolta ai Carabinieri non appena aveva cominciato a preoccuparsi per gli atteggiamenti nervosi e inquieti della bimba. L’inchiesta è stata poi affidata alla Polizia locale, che ha installato le telecamere nelle aule della struttura. I filmati hanno ripreso le scene dei pestaggi: alunni di tre, quattro e cinque anni che venivano malmenati e puniti quando erano irrequieti e agitati o quando litigavano tra loro. Bambini trascinati e sbattuti per terra o sulle sedie.

«Mia figlia – precisa la quarantenne – non è stata maltrattata. Ma ha visto cosa subivano gli altri compagni. A un certo punto ha cominciato a essere cupa e nervosa e mi sono allarmata. Per questo ho voluto andare a fondo in questa storia. Sono contenta che sia emersa la verità».

La madre accetta l’intervista, in forma totalmente anonima a tutela degli otto minori coinvolti.

Signora, può descrivere con precisione quello che sa e come è cominciato tutto?

Ricordo che era qualche settimana prima del novembre 2017: è in quel periodo che mia figlia ha cominciato ad avere incubi. Poi ha raccontato di aver visto una maestra che dava uno schiaffo a un altro bambino. Parlava spesso di una maestra, dicendo che era cattiva e che urlava sempre. E parlava di una stanza buia (dove si presume che i bambini venissero messi in castigo, ndr). Confermo anche quanto ha scritto Il Piccolo sul discorso delle punizioni: ai bambini agitati venivano tolte le scarpe e le calze e buttate nel cestino. Mia figlia a casa gridava. Talvolta lo faceva imitando le maestre: guardava la sorella e le diceva «tu adesso stai seduta lì, mettiti contro il muro...ti butto via i pennarelli». Imitava quello che vedeva e sentiva in asilo. Quindi sono andata dai Carabinieri.

Le indagini sono poi passate alla Polizia locale che ha installato le telecamere registrando le violenze su otto bambini: nessuno, tra i genitori, aveva mai sospettato di nulla?

Non a questo livello, credo. Comunque preciso che io e mio marito inizialmente ci siamo rivolti anche agli psicologi di un distretto sanitario. Non appena abbiamo riferito le nostre preoccupazioni, loro hanno fatto denuncia. Poi la Polizia locale ci ha chiamato per interrogarci e farci descrivere l’asilo. Quindi hanno installato le telecamere. Da quel giorno io e mio marito non abbiamo più saputo nulla dell’inchiesta fino a quando non ho aperto il giornale e ho letto.

Sua figlia, intanto?

Ricordo che la mia bambina un giorno si è appesa a un corrimano delle scale perché non voleva entrare in asilo: non era da lei.

Cos’altro aveva scoperto?

La classe in cui avvenivano le violenze era sempre chiusa, mentre abitualmente le porte delle sezioni erano tenute aperte.

Ha parlato con altre mamme e papà di questa storia?

Sì, nessuno immaginava una cosa del genere. Anche perché pare che nessuno dei bimbi abbia raccontato ai genitori cosa vedeva e subiva in asilo. Oltre ai maltrattamenti, il problema in quel posto erano le urla. Quelle maestre gridavano sempre.—


 

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