Trieste, il Sigillo della città al dottor Sinagra: «Premio speciale, mi sento triestino»

Il direttore del Dipartimento cardiotoracovascolare di AsuiTs: «Eccellenza costruita assieme a tutti i miei collaboratori»

TRIESTE Una piccola folla formata da amici, colleghi e rappresentanti istituzionali ha fatto da cornice ieri alla cerimonia che ha visto il professor Gianfranco Sinagra, direttore del Dipartimento cardiotoracovascolare dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, ritirare, dalle mani del sindaco Roberto Dipiazza, il Sigillo trecentesco della Città di Trieste. Considerato un’eccellenza mondiale nel suo campo e punto di riferimento per migliaia di pazienti che arrivano a Trieste da tutta Italia, pur di poter beneficiare della sua competenza, Sinagra unisce a queste qualità anche una semplicità e una disponibilità al dialogo che gli hanno fatto guadagnare la simpatia dell’intera città.

«Questa è una giornata importante – ha detto Dipiazza nel momento della consegna a Sinagra del simbolo di Trieste – per un riconoscimento che va a una vita dedicata allo studio, a chi è un brillante esempio per i giovani medici ed è capace di dirigere un centro di straordinario livello, orgoglio per la nostra città e per tutto il nostro Paese. Grazie Gianfranco per tutto ciò che hai fatto – ha aggiunto confidenzialmente il sindaco – e ti formulo, a nome della città, un grande augurio per un futuro di ulteriori successi nel tuo lavoro in ambito sia nazionale sia internazionale». Sinagra, accompagnato dalla moglie Cristina, ha avuto ieri al suo fianco il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, Antonio Poggiana. Presenti anche gli assessori comunali Carlo Grilli e Giorgio Rossi, la presidente della Fondazione CRTrieste Tiziana Benussi e la marchesa Etta Carignani.


«Sono molto grato alla città di Trieste che mi ha dato la possibilità di esprimermi e di fare quello che faccio – ha detto Sinagra –, risultato al quale contribuiscono i miei collaboratori, i medici, gli infermieri e tutti coloro che lavorano assieme a me. Altri riconoscimenti nella mia carriera ci sono già stati – ha continuato – ma questo in particolare lo sento importante, perché rappresenta il mio essere diventato triestino. Lo terrò in grande considerazione ed evidenza per ricordare di aver contribuito a organizzare una struttura cardiologica di alto livello. Nell’ambito della sanità – ha proseguito il direttore del Dipartimento cardiotoracovascolare – il Friuli Venezia Giulia è una realtà unica per logistica, organizzazione, laboratori di ricerca e per le opportunità didattiche avanzate». Ha poi rivolto un ringraziamento speciale alla Fondazione CRTrieste e alla presidente Benussi «per aver contribuito a finanziare la struttura cardiologica con 900 mila euro – ha sottolineato Sinagra – destinati a importanti progetti di ricerca». Sinagra ha poi apposto la sua firma con dedica sul libro d’Oro degli ospiti illustri del Comune: «Alla mia generosa città di Trieste – ha scritto – con gratitudine e orgoglio». Uno speciale ringraziamento a Sinagra è stato espresso dalla marchesa Carignani «per tutto ciò che sa dare con una generosità che non ha limiti». Poggiana ha elogiato la sua alta professionalità e non solo: «È riconosciuto fra i dieci migliori cardiologi al mondo – ha evidenziato – ma oltre alle sue competenze mediche eccelle ancora di più come uomo».

Dopo aver conseguito la maturità classica e successivamente la laurea in Medicina a Palermo, Sinagra venne a Trieste per la specializzazione. Sono numerose e importanti le cariche da lui ricoperte: la direzione della Struttura complessa di Cardiologia dell’Azienda sanitaria di Trieste (dal 1999) e del Dipartimento Cardiotoracovascolare. Sinagra è poi autore di circa 500 pubblicazioni. Sono inoltre frequenti e continue le collaborazioni con università e centri specialistici in tutto il mondo. Proprio di recente il Dipartimento da lui diretto ha raggiunto un importante risultato, con uno studio sulla cardiomiopatia dilatatoria su soggetti giovani, grazie al quale sopravvive l’80 per cento dei bambini fino ai dieci anni affetti da particolari malattie cardiache. —


 

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