La Ue non sfonda. L’affluenza in stallo si ferma al 57,7%. Vola solo Trieste

Il balzo in avanti di otto punti del capoluogo regionale non traina il dato totale che si laurea il peggiore del Nordest



In Friuli Venezia Giulia la partecipazione aggancia il trend nazionale: il cuore degli elettori si scalda poco davanti alle elezioni per il parlamento di Strasburgo e l’affluenza resta sostanzialmente appaiata al 2014, pur davanti al calo nazionale. Alle urne si reca il 57,69% del circa milione di aventi diritto: un dato di poco superiore ai 57,64% di cinque anni fa. Unica eccezione è Trieste, dove il voto è in crescita, con un +8% rispetto alla tornata precedente. La tendenza generale si conferma anche per le amministrative, che registrano 175 mila elettori, pari al 62,10% degli aventi diritto, con una flessione del 2%.


Nulla ancora si può dire sui risultati del doppio voto. Lo spoglio delle comunali comincerà oggi alle 14 e quello delle europee è in alto mare al momento della chiusura di questo numero. Bisognerà dunque attendere per valutare l’esito delle principali questioni sul tavolo: dalla crescita della Lega al testa a testa fra M5s e Pd per il secondo gradino del podio, passando per lo stato di salute dei sentimenti europeisti dagli italiani. Il voto sarà inoltre un test di carattere locale, fotografando gli orientamenti degli elettori a poco più di un anno dalle regionali che hanno incoronato Massimiliano Fedriga.

Con il suo 57,69% di affluenza, il Fvg si colloca comunque 3 punti percentuali al di sopra dell’affluenza italiana, ma il risultato è deludente rispetto alle altre regioni del collegio Nordest, con l’Emilia Romagna al 66,35%, il Trentino Alto Adige al 61,60% e il Veneto al 61,70%. Per quanto riguarda invece il voto nelle diverse province, gli elettori più diligenti si trovano a Udine: 59,64% alle urne contro il 58,26% di Trieste, il 57,61% di Gorizia e il 54,75% di Pordenone. Trieste vede però un notevole balzo rispetto al 50,94% del 2014.

Alle elezioni amministrative, l’affluenza è del 62,09%, contro il 63,97% del 2014, quando votarono 131 comuni contro i 117 di ieri. Il dato è in diminuzione a un lustro di distanza e rispetto al resto d’Italia è di oltre 6 punti più basso.

Eppure le prime rilevazioni dell’affluenza avevano registrato dati in aumento in Fvg, dove a mezzogiorno i votanti per le europee sono stati il 19,17% (18,61% nel 2014) e alle 19 il 45,22% contro il 42,20% precedente. Non dissimile l’andamento delle amministrative, con il 21,91% (21,07% nel 2014) di mezzogiorno diventato il 50,46% (47, 95% nel 2014) alle 19.

Saranno le prossime ore a dire se il Fvg strapperà qualche seggio fra i 14 a disposizione nella circoscrizione Nordest. Un’ultima casella rimarrà invece congelata in attesa della Brexit, che farà aggiungerà all’Italia altri tre europarlamentari ai 73 attuali. In lizza nella circoscrizione ci sono 225 nomi (22 corregionali) e 17 partiti, di cui solo una manciata supererà lo sbarramento del 4%: per i candidati del piccolo Fvg non sarà semplice spuntarla nella gara di preferenze con le personalità espresse da territori molto più grandi come Veneto ed Emilia Romagna.

A caccia del bis ci sono la dem Isabella De Monte e il grillino Marco Zullo: la prima eletta cinque anni fa grazie all’exploit del Pd renziano, il secondo capace di emergere per sole due preferenze dopo il riconteggio. All’epoca il Pd raccolse in Fvg il 42,2%, il M5s il 18,9%, Forza Italia il 14,3%, la Lega il 9,3% e Fratelli d’Italia il 4,4%. Oggi le cose sono totalmente diverse, coi dem in crisi e i pentastellati che miglioreranno verosimilmente il risultato di cinque anni fa ma deluderanno rispetto alle politiche. Qualche chance in più ce l’hanno allora i leghisti Marco Dreosto ed Elena Lizzi, pur insidiati dal potenziale elettorale dei colleghi veneti del Carroccio. In Forza Italia Sandra Savino dovrà dimostrarsi capace di rastrellare un buon numero di preferenze per confermare la leadership, ma per i berluscones conterà in primis la tenuta del partito davanti alle volontà di conquista espresse da Fdi.

Le comunali hanno visto il voto concentrato quasi esclusivamente in Friuli e l’assenza di test probanti, mancando consultazioni nei capoluoghi. Per gli altri 116 comuni il nome del sindaco si avrà invece già oggi e per 21 di essi le cose erano chiare da ieri sera: essendoci un singolo candidato, l’elezione dipendeva infatti solo dal superamento del quorum del 50% del corpo elettorale. Risultato raggiunto ovunque e dunque il commissariamento arriverà solo ad Andreis, dove nessuno si è reso disponibile a ricoprire la carica di sindaco. —



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