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Gorizia, l’assemblea dei vescovi elegge Redaelli alla presidenza nazionale della Caritas

Guiderà la Commissione per il servizio della carità e della salute. La Curia: «Testimonia la stima per il lavoro svolto»

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GORIZIA L’arcivescovo di Gorizia Carlo Roberto Maria Redaelli è il nuovo presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute della Cei. Monsignor Redaelli è stato nominato giovedì sera in Vaticano nel corso dei lavori dell’assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. L’arcivescovo di Gorizia prende così il posto che era stato del cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, dimessosi il 3 dicembre scorso e sostituito ad interim dal vescovo di Vittorio Veneto Corrado Pizziolo. La carica di presidente della Commissione Cei per la Carità e la salute comporterà per monsignor Redaelli, già vescovo delegato alla Commissione per la carità della Conferenza episcopale triveneta, anche quella di presidente della Caritas italiana.

Nei fatti, l’incarico equivale a quello di un ministro della Solidarietà o del Welfare. La Commissione per la Carità e per la Salute dispone per la Cei le linee guida e coordina gli interventi nel campo sociale a livello nazionale. Spazia, per fare degli esempi, dalla povertà alle carceri, passando per l’accoglienza ai migranti. Il nuovo ruolo di presidente non è in conflitto con quello di arcivescovo di Gorizia. Monsignor Redaelli potrà continuare a svolgere il suo ministero pastorale nell’Isontino.

In attesa che questa mattina il presule rilasci le sue prime dichiarazioni nel nuovo ruolo, ieri sono state numerose le attestazioni di stima. In una nota, il direttore e tutti gli operatori di Caritas Italiana hanno rinnovato il ringraziamento a monsignor Redaelli «per il prezioso contributo dato finora come membro di presidenza al servizio dell’organismo pastorale Caritas per l'intera comunità ecclesiale», invocando «il sostegno e la guida costante del Signore per il suo nuovo incarico». Nel contempo è stata espressa gratitudine al vescovo di Vittorio Veneto Pizziolo «che ha ricoperto ad interim il ruolo di presidente, testimoniando costante cura pastorale, unita alla capacità di ascolto e discernimento».

In merito all’elezione il portavoce della Curia di Gorizia, Mauro Ungaro, ha commentato: «Questa elezione da parte dei vescovi testimonia la stima che ha ottenuto in tutti questi anni di lavoro. Anche se qui da noi non si è percepito, si è mosso molto per sensibilizzare sul problema carcerario».

E congratulazioni per il nuovo ruolo sono arrivate anche dal sindaco Rodolfo Ziberna che questa mattina invierà al neo presidente un messaggio ufficiale. «Credo che una cosa così porti un beneficio a tutta la nostra comunità. Ci permette di avere un punto di riferimento autorevole e un interlocutore in ambito nazionale». A scanso di equivoci, il primo cittadino precisa che non parla di un contributo di tipo economico, quanto di un contributo di relazioni. «Può aiutare le relazioni e sviluppare le opportunità del territorio. Permetterà di agevolare il lavoro che facciamo tutti quanti. Penso che la Caritas svolga un ruolo importante sul territorio».

Tanti auguri all’arcivescovo li ha espressi anche l’assessore comunale al Welfare Silvana Romano che, ricordando come con il nuovo responsabile locale si è instaurato un ottimo rapporto di collaborazione e dialogo, osserva: «Per Gorizia è senza dubbio un onore. Non sarà in ogni caso un lavoro facile, perché saranno ancora di più le persone che andranno a bussare alla sua porta per chiedere un aiuto». —


 

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