Area di un’impresa triestina sotto sequestro a Romans

Materiali per 30 mila metri cubi della Calcestruzzi Trieste Contestate alcune violazioni alle norme sul paesaggio e sulla gestione dei rifiuti



È di circa 20 mila metri quadrati l’area di proprietà della Calcestruzzi Trieste sottoposta a sequestro probatorio dal Noe dei Carabinieri di Udine a Romans insieme a 30 mila metri cubi di materiale per l’edilizia considerato rifiuto inerte.


A disporre il sequestro è stata la procura della Repubblica di Gorizia nell’ambito di una serie di ispezioni finalizzate al monitoraggio delle realtà presenti nell’Isontino impegnate nel “Ciclo del Cemento”. L’attività del Nucleo operativo ecologico ha portato al deferimento in stato di libertà del legale rappresentante della ditta per violazione delle norme legate all’autorizzazione paesaggistica e alla gestione dei rifiuti.

Il monitoraggio disposto dal Comando carabinieri Tutela ambientale è stato eseguito nei giorni scorsi, ma le irregolarità scoperte – è stato specificato dall’Arma – non rappresentano in alcun modo un pericolo per la salute dei cittadini. In tal senso, la conferma arriva anche dallo stesso titolare della Calcestruzzi Trieste. «Si tratta di una questione di stoccaggio, legata ai quantitativi», sintetizza Bruno Duga.

L’azienda con sede legale e amministrativa a Romans d’Isonzo e con unità locali a Trieste è specializzata nella vendita di calcestruzzo, nella fornitura di sabbia e ghiaia e nello smaltimento dei materiali inerti provenienti da demolizione e da scavi, ma è anche impegnata nel trasporto contro terzi e nel movimento terra. «È tutto materiale vagliato e certificato», assicura il titolare della Calcestruzzi Trieste che spiega: «È un problema di quantità. Si tratta di materiale che non riusciamo a commercializzare perché con la crisi non lo vuole più nessuno e che è stato messo su un terreno di nostra proprietà. Per le certificazioni e le analisi è materiale vendibile, il problema è che i quantitativi sono enormi. Se mi obbligheranno a portarlo via, dovrà essere portato in discarica».

I Carabinieri del Noe di Udine, stanno eseguendo altri accertamenti. —



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