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Uve slovene per vini doc, venti aziende regionali nel mirino della Procura di Gorizia

Perquisizioni da parte della Finanza in varie imprese fra le province di Udine e dell'isontino, sequestrati documenti

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Uve slovene utilizzate per produrre vino con i disciplinari Doc e Igt del Friuli Venezia Giulia. È questa l’accusa mossa dalla Procura di Gorizia nei confronti di una ventina di aziende vitivinicole tra la provincia di Udine e di Gorizia.

Ieri la Guardia di Finanza di Gorizia ha eseguito diverse perquisizioni all’interno di alcune note aziende sequestrando anche dei documenti (registri e fatture) per cercare di far luce sulle presunte irregolarità commesse dai produttori. Un’operazione che ha destato perplessità e stupore nel mondo vitivinicolo regionale, travolto soltanto due anni fa dall’inchiesta per frode sul Sauvignon “dopato”, legata all’utilizzo di un esaltatore di aromi non nocivo alla salute, ma neppure previsto nel disciplinare di produzione dei vini Doc, venduto per anni a tutti coloro che, confidando nell’esperienza di un noto consulente bioclimatico, puntavano “semplicemente” a migliorare le proprie bottiglie, valorizzandone profumi e resa.

In questo caso i contorni dell’indagine sono ancora tutti da chiarire e la Procura non ha lasciato trapelare alcuna informazione. A coordinare le indagini è il pubblico ministero Andrea Moltemini, il reato ipotizzato è la frode in commercio. Il blitz dei finanzieri è scattato al mattino e ha coinvolto anche una importante azienda della Bassa friulana.

Il sospetto, come detto, riguarda l’origine della materia prima utilizzata per produrre e imbottigliare vini con i prestigiosi marchi Doc e Igt del Friuli Venezia Giulia. Prodotti di eccellenza, la cui elevata qualità è riconosciuta in tutto il mondo, che come tali devono rispettare rigidi disciplinari di produzione. Inutile dire che la localizzazione dei vigneti è uno dei requisiti fondamentali che vanno a caratterizzare i vini bianchi e rossi prodotti nei Colli Orientali piuttosto che nel Friuli Grave solo per citare due esempi.Sempre ieri i carabinieri del Nas di Udine, in collaborazione con personale del competente Icqrf, l'ispettorato repressione frodi, hanno sequestrato in via amministrativa a un’azienda del padovano 1.800 ettolitri di vino prodotto in violazione dei disciplinari, avente gradazione inferiore al limite ammesso dalla legge.

Il vino sequestrato ha un controvalore di 40 mila euro e sarà destinato alla distillazione. Il controllo è stato eseguito nell'ambito delle attività dei carabinieri del Nas volte al contrasto alle frodi, agli illeciti ai danni dei consumatori e non è in alcun modo legata all’indagine della Procura di Gorizia. —


 

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