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Fvg, il freddo di maggio mette in ginocchio gli stabilimenti: «Milioni di danni»

Da Lignano Sabbiadoro a Muggia: grido d’allarme dei gestori In fumo un mese di lavoro e investimenti su cabine e spiagge

Il caldo non arriva, negozianti in crisi: arrivano saldi fuori stagione per gli abiti estivi

TRIESTE «Niente sole, niente lavoro». Il maggio che stiamo vivendo, più simile a un mese autunnale che a uno primaverile, sta causando al comparto degli stabilimenti balneari della regione danni per milioni di euro. Sul bilancio pesantemente negativo incidono infatti i mancati incassi dei biglietti di ingresso, le spese già sostenute per i contratti del personale (in alcuni casi pure potenziato, visti le alte temperature di marzo che avevano fatto ben sperare) e i costi di gestione di chi aveva preparato le spiagge e ora, causa mareggiate, deve ripartire da zero per rimediare al danno.

La primavera, stagione dei contrasti



A Trieste, dove a utilizzare gli stabilimenti non sono tanto i turisti quando i residenti, non è partita neppure la classica “operazione abbonamenti” che, di solito, a fine maggio era già a buon punto. A pagare sono pure le centinaia di lavoratori stagionali che, fino a quando il sole non tornerà a splendere risvegliando la voglia di tintarella, non vengono ovviamente assunti.



«È un danno pesante, non ricordo un mese di maggio così disastroso dall’inizio alla fine, - afferma Salvatore Sapienza, presidente regionale del Sib, il Sindacato Italiano Balneari nonché titolare dello stabilimento Lidocity di Lignano Sabbiadoro -. Il bel tempo di marzo ci aveva fatto ben sperare, e per rispondere alla voglia d’estate anticipata della clientela, erano tutti pronti per aprire a Pasqua: gli uffici spiaggia, i bagnini di terra e i bagnini di salvataggio in postazione. Le spiagge, poi, erano state giù tutte attrezzate».



In regione, dunque, l’apertura della stagione balneare era programmata in vista del lungo ponte di fine aprile che ha attratto molti turisti. Una scelta che si è rivelata però molto infelice. «Le avverse condizioni meteorologiche tra l’altro - osserva Sapienza - non solo stanno ritardando l’inizio della stagione, ma stanno aggravando il fenomeno dell’erosione costiera. La balneazione attrezzata sta subendo ingenti danni economici, per la completa paralisi dell'attività che, nel nostro caso, è legata alla stagionalità e agli eventi meteo, e per il danneggiamento agli impianti e alle attrezzature già posizionate per la stagione. Inoltre, - spiega - le opere di ripascimento, ovvero di riposizionamento della sabbia, effettuate in primavera sono state in parte vanificate dalle continue mareggiate. Non ci resta che confidarein un autunno benevolo per prolungare le vacanze dei nostri turisti: siamo già pronti per la sfida».

I concessionari degli stabilimenti buttano l’occhio ogni due ore alle previsioni meteo, con la speranza di un fenomeno atmosferico che spazzi via nuvole e pioggia. «Siamo veramente preoccupati, è ovvio che abbiamo perso il 100% degli incassi, - ammette Marco Salviato, delegato per la provincia di Trieste del Sib -. Gli anni scorsi eravamo già aperti da settimane. I clienti abituali, in questo periodo, erano già abbronzati. E, nelle giornate meno belle, venivano comunque qui per giocare a carte o mangiare qualcosa. Per ora, invece, zero: non hanno neppure fatto capolino per prenotare una cabina e, ovviamente, a rimetterci è anche tutto il personale di supporto agli stabilimenti, incluso quello per il servizio di salvamento. Perché, fino a che non parte la stagione, nessuno ingaggia nessuno».

Certo, gli imprenditori del comparto balneare non si aspettavano dal mese di maggio affari paragonabili a quelli dei mesi clou di luglio e agosto, ma non pensavano nemmeno di buttar via 30 giorni. «Abbiamo già perso un mese di lavoro, fortunatamente non il più redditizio - osserva Alex Benvenuti degli stabilimenti balneari di Trieste Grignano 1 e 2 -. Ma la situazione diventerà drammatica se il tempo non cambierà presto». «Un mese buttato - gli fa eco Cristina Cecchini, presidente della Croce del Sud che gestisce l'Ausonia di Trueste -. Speriamo in una svolta meteorologica repentina, guai se poi qualcuno si lamenterà del caldo».

Difficile la situazione anche a Grado. «Ci sono evidenti ripercussioni economiche per le aziende, - dichiara Alessandro Lovato, presidente della Git spa, la Grado Gestione Impianti -. Senza il sole noi non lavoriamo e per chi può operare solo pochi mesi all’anno è un danno non da poco. Purtroppo, anche tutto il personale che noi stagionalmente ingaggiamo, è fermo, in attesa di poter cominciare a lavorare e a guadagnare. Le spiagge sono pronte, ombrelloni, cabine, è tutto fruibile - conclude -. Se spunta il sole, in un paio di ore, siamo pronti ad accogliere i bagnati». —


 

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