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La “grana” Zalukar imbarazza Forza Italia

Il gruppo azzurro spiega le ragioni dell’esclusione del medico: «Nessuna epurazione, solo volontà di contenere le spese»

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Il gruppo regionale di Forza Italia precisa. Walter Zalukar pure. Senza però venirsi incontro. Rispondendo alla lettera dell’ex direttore del Pronto soccorso triestino scritta nei giorni scorsi ai vertici azzurri, un testo che contiene un elenco di presunti torti subiti dopo l’impegno in campagna elettorale, e i non pochi voti, il capogruppo Giuseppe Nicoli interviene in particolare sul tema del mancato ingresso in aula di Zalukar, primo dei non eletti, a seguito della sospensione di Piero Camber.

Premesso, che «nessuno nega la valenza di Zalukar in campagna elettorale - dichiara Nicoli -, la supplenza di un consigliere sospeso non è un obbligo e una simile decisione deve essere comunque presa a livello dell’intera coalizione. Prescindendo dall’ovvio interesse di Fi, la maggioranza ha evidenziato la maggior spesa per la Regione che sarebbe comportata dalla nuova norma necessitata dalla supplenza. Nuova norma confliggente con il principio di mantenimento della spesa pubblica per gli organi politici». Secondo il gruppo azzurro, in sostanza, non ci sarebbero stati i numeri per approvare una legge che consentisse la chiamata del primo dei non eletti.

Da parte del direttore interessato, peraltro, si informa che la scintilla per la lettera al partito non è stata tanto l’essere stato tenuto fuori dal Consiglio, quanto «il fango gettato sul mio passato professionale, ovvero quando il Pronto soccorso fino al 2016 è stato definito “un punto di passaggio del paziente verso le aree di degenza”, e solo dal 2017 uno “spazio per il trattamento delle urgenze e di gestione dei ricoveri”. Di fatto – prosegue il candidato che alle politiche 2018 ha raccolto 879 voti – sarei stato, a detta dell’assessore Riccardi, uno smistatore di malati, che neppure li curava, una sorta di passacarte, ed evidentemente a me accomunati anche le decine e decine di professionisti che negli anni hanno collaborato a sviluppare i modelli 118 prima e Pronto Soccorso poi, le cui gestioni per la qualità sono comprovate dagli accreditamenti all’eccellenza, che ora sono un ricordo quando è venuto il tempo dell’autoreferenzialità».

Non meno importante fattore a spingerlo a scrivere, aggiunge ancora Zalukar, «è stato il dissolvimento degli impegni assunti da Fi in campagna elettorale, quando sono stato candidato per portare le mie competenze in quello che avrebbe dovuto essere una sorta di piano Marshall per ricostruire la sanità ridotta in macerie. Non essendosi ciò realizzato, il mio interesse per lo scranno di piazza Oberdan è assai marginale, per non dire nullo, ma non è marginale il vulnus di rappresentanza che il tenerlo vuoto rappresenta». —



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