La Ceo di PicoSaTs: «Unici in Europa a offrire un prodotto così innovativo»

La docente di Fisica dell'ateneo cittadino e tra i creatori della start-up "satellitare"

TRIESTE. «Qualche anno fa non mi sarei immaginata in questa situazione» ammette candidamente Anna Gregorio, docente di Fisica dell’Università di Trieste e dal 2014 Ceo di PicoSaTs, spin off dell'Università di Trieste e start up innovativa di Area Science Park, figlia di imprenditori ma - sottolinea - «in tutt’altro settore, quello edile».. «Sono sempre stata molto scienziata - ammette Gregorio in tono scherzoso - ho preso il mio ruolo di imprenditrice come una nuova sfida, provare in un certo senso a diventare qualcosa di diverso e vedere se ce la posso fare». Dapprima tra le non numerose donne in un settore come l’Astrofisica sperimentale e adesso alla guida di una start up innovativa, scherza ancora: «Fin troppo abituata a essere circondata da maschi con la premessa che cerco la collaborazione tra colleghe così come con le mie studentesse, a volte siamo troppo competitive».

PicoSaTs è nato da un progetto di ricerca dell’Università di Trieste per costruire un nano-satellite a forma di cubo per studiare alcuni fenomeni legati alla cosiddetta Meteorologia spaziale. «Ciò che contraddistingue PicoSaTs dalle altre industrie che lavorano in questo settore - dichiara la Ceo - è proprio la nostra derivazione dall’Università: non vogliamo soltanto costruire piccoli satelliti o sistemi in grado di lavorare a bordo del satellite, ma qualcosa di completamente innovativo».


L’azienda oggi fattura 400 mila euro e ha avuto una forte accelerazione grazie all’Agenzia Spaziale Europea e all’Agenzia Spaziale Italiana, particolarmente interessate a questo asse di sviluppo dell’industria spaziale. «Oggi vince chi arriva prima sul mercato, a livello europeo e italiano siamo gli unici a offrire un prodotto così innovativo, i primi in assoluto a realizzare un sistema radio miniaturizzato per piccoli satelliti con queste performance, ci sono solo un paio di aziende statunitensi che dichiarano che usciranno con un prodotto simile nei prossimi anni».

«Insieme all’Università di Trieste - prosegue Gregorio - stiamo provando a realizzare dei nanosatelliti in maniera diversa e modulare, come se si trattasse di mattoncini Lego da incastrare, costruiti in materiali plastici (e non in alluminio) per produrre i nostri satelliti con una stampante 3D». Per il futuro PicoSaTs sta valutando se diventare fornitore delle aziende private che puntano a creare le proprie costellazioni di satelliti, proprio come SpaceX di Elon Musk, o fornire parti del satellite a provider globali. —

L.Ma.

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