Hollywood promuove Trieste: «Sappiamo di poter tornare»

Il produttore Paul Ritchie: «Qui si lavora come in una grande capitale europea» L’assessore Giorgi: «Puntuali i risarcimenti a chi ha chiuso bottega, che serietà»

TRIESTE «Se c’è il progetto giusto, sappiamo che a Trieste ci possiamo tornare, perché qui si lavora come in una delle grandi capitali europee».

Il commento di Paul Ritchie, produttore assieme a Matt O’Toole del film “The Hitman's Wife's Bodyguard” fanno capire più di tante parole quanto Trieste abbia impressionato Hollywood. Cifre riguardanti l’indotto prodotto dalle riprese del film ancora non ce ne sono, ma una frase del genere è già un primo mattoncino di quelle che saranno le ricadute in termine di immagine per la città. Come ha sottolineato l’assessore al Commercio Lorenzo Giorgi, sempre presente durante i set in modo da garantire alla produzione tutta la collaborazione necessaria.


«È ancora presto parlare di cifre perché i ciak del film sono finiti soltanto sabato e la maggior parte della troupe ha lasciato Trieste solamente ieri mattina – ha sottolineato l’assessore – dobbiamo però considerare che si tratta di un film che costerà qualcosa come 54 milioni di euro. Una serietà, da parte della produzione, misurabile anche dai risarcimenti dati agli esercenti, che hanno dovuto chiudere le proprie attività nei giorni in cui sono state effettuate le riprese». Un complesso di persone che, fra troupe e produzione, si è fermata in città per 12 giorni usufruendo degli alberghi triestini. Non solo hotel, ristoranti, gelaterie e affini, però, hanno beneficiato della presenza delle star hollywoodiane.

Nel montaggio dell’action movie americano sono state utilizzate anche le riprese fatte con un drone prestato da un’impresa triestina, la LiquidMedia, che ha messo a disposizione di Hollywood il suo staff e la sua professionalità. «Noi, come amministrazione comunale, siamo soddisfatti – ha concluso Giorgi – perché il ritorno d’immagine per la città sarà impagabile. Ma la soddisfazione maggiore è stata quella di sentirsi dire che la disponibilità riscontrata era di prim’ordine».

Soddisfatto anche Federico Poillucci, presidente della FVG Film Commission: «È innegabile che il ritorno da un punto di vista economico non sarà molto alto se paragonato ad altri progetti realizzati in città negli ultimi tempi (come la Porta Rossa che nei sei mesi di riprese ha prodotto 4 milioni di euro di ritorno in indotto, ndr) ma se paragonato al breve periodo nel quale sono state girate le scene triestine di questa action movie, il ritorno di immagine non avrà paragoni». Una prova importante e superata alla grande anche dalla stessa FVG Film Commission. «Noi siamo soddisfatti di come sono andate le cose, era una prova complicata in considerazione della presenza in città di una troupe di quasi 200 persone che ha lavorato con un ritmo forsennato. Gli stessi produttori Paul Ritchie e Matt O’ Toole ci hanno ringraziato per l’accoglienza ricevuta e per l’organizzazione perfetta, dagli standard “americani” secondo le loro stesse parole».

Una soddisfazione espressa anche dallo stesso regista Patrick Hughes che ieri si è concesso un ultimo, intimo, sguardo sulla città, chiedendo di poter salire sulla torre del palazzo municipale. Un modo originale per portarsi Trieste nel cuore, prima dello spostamento del set fra Rovigno, Fiume e Zagabria.—


 

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