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Trieste, «Tasse e vendite online troppo forti». Chiude anche la cartoleria Bernardi

È l’ennesima attività del settore che si arrende in città. Fra tre anni avrebbe compiuto un secolo

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TRIESTE Ancora qualche anno e avrebbe compiuto un secolo di vita, sempre nel cuore del tessuto commerciale cittadino. Chiude i battenti la cartoleria Bernardi di via Mazzini, che nelle scorse settimane ha esposto grandi cartelli con la scritta “Fuori tutto”.

Se ne va così un altro negozio storico, che ha accolto nel tempo migliaia di clienti e intere generazioni, che tra vetrine e scaffali hanno acquistato materiale scolastico e giochi, ma anche bomboniere e tanti oggetti da regalo. Ed è solo l’ultima di una serie di cartolerie che hanno deciso di abbassare le saracinesche. Dentro la famiglia Bernardi, da sempre alla guida del punto vendita, ora ha applicato grandi sconti, in attesa di svuotare tutto. Un addio dettato da una serie di fattori, tra tasse, contrazione dei consumi e concorrenza di altre modalità di vendita, che come in altri casi hanno ridotto drasticamente gli affari negli ultimi anni.

Da qui la decisione di lasciare. «Siamo qui più o meno da 97 anni – spiegano nel negozio – e francamente adesso siamo stufi. Le uscite sono ormai davvero troppe, se confrontate alle entrate. Avevamo una commessa, che abbiamo dovuto mandare via. Siamo rimasti noi, ma non si può più andare avanti. Nel tempo il mercato è cambiato sicuramente, al di là delle spese, che sono comunque insostenibili: c’è sempre e solo da pagare. Sicuramente la gente ha meno capacità di spesa e ormai da qualche anno non guarda più alla qualità delle cose, ma solo al prezzo».

C’è poi quella concorrenza che i Bernardi, come altri del settore, fanno fatica a combattere fatta di ipermercati, grandi magazzini e vendite online.

«Certo non dimentichiamo i periodi positivi e molto buoni dal punto di vista del guadagno – dicono – in particolare una ventina di anni fa, quando avevamo rinnovato il negozio. Ma ultimamente tutto è davvero molto difficile, e agevolazioni o aiuti non ci sono. Abbiamo sempre lavorato con entusiasmo negli anni, apprezzando il negozio e il contatto con i clienti, ma ormai – ribadiscono i responsabili dello storica cartoleria – non ci sono più le condizioni di un tempo. Siamo proprietari anche dei muri – aggiungono – e diamo via tutto. Abbiamo affidato l’immobile a un’agenzia. Finora ci sono state solo offerte al ribasso, ma non abbiamo fretta».

Nel frattempo restano ancora tante cose da vendere: materiale scolastico, bomboniere, oggetti da regalo. «Per adesso abbiamo deciso che si chiude, anche se non sappiamo ancora con esattezza quando».

Intanto i clienti entrano, si dicono sorpresi dalla decisione. Qualche settimana fa la foto del negozio con le grandi scritte “Fuori tutto” è rimbalzata anche sui social, con una serie di commenti da parte dei triestini, in molti dispiaciuti per un’altra attività che se ne va.

E negli ultimi anni, come si è detto, sono tante le cartolerie della città ad aver salutato per sempre i clienti nel centro cittadino e soprattutto nei vari rioni. Per alcuni semplicemente è giunta l’età della pensione, senza eredi desiderosi di investire di nuovo nel settore, ma per la maggior parte la motivazione è legata ai mancati introiti. Per giocattoli e materiale scolastico, a detta di molti, i prezzi al dettaglio non reggono ormai più la concorrenza soprattutto con il web, dove è possibile trovare offerte e sconti tutto l’anno, insostenibili per un commerciante. Recente ad esempio la chiusura di Steffè, in via Baiamonti, per anni punto di riferimento per tante famiglie della zona e non solo. Qualche mese fa stessa sorte anche per Gioco Scuola, a San Giacomo. E, poco più giù, le saracinesche sono calate anche per Macrì, in largo Barriera.—


 

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