Trieste Running Festival, Carini fa retromarcia: "Invitiamo anche gli africani"

Fabio Carini con il vincitore della Maratona di Trieste del 2015 (foto Silvano)

Il "patron" della manifestazione travolto dalla bufera mediatica cambia clamorosamente idea: "Era solo una provocazione che ha colto nel segno". Pesa soprattutto il malumore degli sponsor

TRIESTE. "Dopo avere lanciato una provocazione che ha colto nel segno, richiamando grande attenzione su un tema etico fondamentale, contrariamente a quanto comunicato ieri, inviteremo anche atleti africani". La clamorosa retromarcia arriva nella serata di sabato 27 aprile: in una nota, il patron del Trieste Running Festival, Fabio Carini cede alle pressioni mediatiche e ai malumori degli sponsor e cambia idea: è un comunicato giunto al termine di una giornata che ha visto esplodere il caso, con commenti giunti fra gli altri anche dal vicepremier Luigi Di Maio (M5S) e dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Lega).

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L'invito agli atleti africani, spiega Carini, giungerà come «abbiamo fatto con quelli europei, lavorando con quei procuratori che siano in grado di garantire e certificare un comportamento trasparente e tracciabile». «Ho sollevato un problema che esiste - afferma - e che per ipocrisia viene spesso ignorato dagli organizzatori di eventi di running: lo sfruttamento di atleti africani da parte di procuratori che si arricchiscono alle loro spalle».

«Riconosco - così ancora Carini - che avremmo dovuto sollevare il problema in tempi e modi diversi ed è quello che faremo. Sono dispiaciuto per le reazioni che questa scelta ha sollevato, mi scuso con coloro che si sono onestamente sentiti offesi ma certamente non condivido le strumentalizzazioni politiche che sono state fatte». «La mezza maratona di Trieste», aggiunge il presidente della Apd Miramar, società sportiva dilettantistica organizzatrice del Trieste Running Festival - è aperta a chiunque, e comprendo che non è attraverso l'esclusione che la questione da me sollevata possa essere degnamente affrontata». "Certamente - conclude - continuerò la mia battaglia contro uno sfruttamento che ritengo inaccettabile e scandaloso e ringrazio gli esponenti di Governo che hanno voluto riconoscere l'esistenza del tema».  

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