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Il doppio 25 aprile alla Risiera di San Sabba divide le istituzioni e imbarazza i partiti

Rifondazione sceglie l’Aventino con Anpi e Cgil. Il Pd presente a entrambe le cerimonie. Fdi: «Una separazione salutare»

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TRIESTE Divisivo. Quest’anno non ci sarà bisogno di attendere lo svolgimento della cerimonia, gli eventuali fischi al sindaco o le bandiera palestinesi sventolare in faccia alla Comunità ebraica. Il 25 Aprile a Trieste nasce già spaccato. Doppia cerimonia alla Risiera di San Sabba e doppio omaggio ai caduti per la Liberazione. Anpi e Cgil da una parte, sindaco, amministrazione comunale di centrodestra dll’altra. Da queste parti la Liberazione non è una festa condivisa. L’Aventino della Resistenza lascia i partiti e i movimenti divisi e imbarazzati.



Che fare? Rifondazione comunista aderisce al corteo alternativo e diserterà la cerimonia ufficiale. «Esprimo solidarietà all'Anpi di Trieste e al suo presidente Vallon che, ancora una volta, non possono parlare in quest'occasione così significativa, pur essendo i più legittimi rappresentanti dell'eredità partigiana», scrive il consigliere regionale di Open Fvg Furio Honsell. Il Pd, per non scontentare nessuno, sceglie di essere presente ad entrambe le cerimonie. «Il Pd non può mancare il 25 Aprile in Risiera a Trieste, il Pd non può cedere a nessun costo lo spazio sacro di quel Lager ai soli rappresentanti della destra: per noi, esserci è un dovere civile. La storia ci ha duramente ammonito su cosa comporti l’abbandono delle istituzioni da parte delle forze democratiche. Perciò ci saranno i nostri sindaci e verrà deposta, come ogni anno, una corona», spiega il segretario provinciale Laura Famulari prima di aggiungere: «Una delegazione del Pd si unirà al corteo indetto dall’Anpi e dalla Cgil, di cui comprendiamo le ragioni e le delusioni, anche se avremmo auspicato che non si giungesse a questa dolorosa spaccatura. Al termine della cerimonia in Risiera, il corteo delle associazioni verrà accolto dagli esponenti dem che hanno presenziato alla cerimonia». Un Pd “ecumenico”. «Un colpo di qua e uno di là», commenta con sarcasmo la dem Maria Grazia Cogliati Dezza.



«La scelta dell'Anpi è una risposta alle “titubanze” della destra, ai messaggi distorti e alle tossine negative che vengono immesse quotidianamente nel dibattito pubblico. Da parte mia credo sia importante essere tutti presenti alla cerimonia ufficiale. È importante che le istituzioni si ritrovino unite», precisa il vicepresidente del Consiglio regionale del Fvg, Francesco Russo (Pd).



Non condivide, ma comprende il Movimento 5 Stelle, che attacca piuttosto la diserzione del vicepremier leghista di Matteo Salvini (a differenza del suo governatore Massimiliano Fedriga che sarà oggi in Risiera). «Ognuno sceglie come partecipare al 25 aprile, in che modo e in che forma: rispetto la scelta dell'Anpi, così come rispetto la scelta di chi invece decide di entrare in Risiera e partecipare alla cerimonia prevista all'interno. Faccio più difficoltà a capire chi decide di non partecipare a nessuna delle commemorazioni del 25 aprile», spiega il capogruppo del M5S al Senato, Stefano Patuanelli che annuncia la sua presenza oggi alla Festa della Liberazione («Tra il pubblico e non nella tribuna delle autorità»).

Da destra, invece, si plaude all’Aventino della Resistenza: «Prendo atto, con soddisfazione, che quest'anno la Cerimonia Ufficiale del 25 aprile, presso la Risiera di San Sabba, non sarà una festa privata di coloro esibiscono oltre alle bandiere rosse e quelle palestinesi, anche quelle con la stella rossa in campo tricolore, i quali celebreranno solo successivamente. Sono d'accordo che festeggino il “loro” 25 aprile dopo», dichiara l’assessore regionale Fabio Scoccimarro, esponente di Fratelli d’Italia.

Alla Risiera, oggi, saranno presenti anche i vertici di Assostampa Fvg, Ordine regionale giornalisti e Articolo 21 Fvg saranno alla Risiera di San Sabba. «Siamo dalla parte di chi ricorda la Giornata della Liberazione dalla dittatura nazifascista e la riconquista dei diritti politici e civili, a cominciare dalla libertà di informare e di essere informati - spiega in una nota l’Assostampa -. Non casualmente alle origini del fascismo ci sono anche gli assalti alle redazioni, i roghi dei libri e dei giornali sgraditi al regime, le leggi speciali contro editori e giornalisti». —


 

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