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Assalto al reddito di cittadinanza: domande accolte, il primato di Trieste

Il capoluogo Fvg fa segnare il dato più alto del Nord Italia. Approvato il 76% delle richieste. Ottavo posto per Gorizia

Marco Ballico
3 minuti di lettura
(ansa)

Reddito cittadinanza. Mamme, nullatenenti, stranieri: ecco chi fa richiesta a Milano

TRIESTE C’è bisogno di reddito di cittadinanza a Trieste. Un bisogno reale. Lo si era intuito dal numero di richieste caricate dall’Inps sulla sua piattaforma, ma il trend è ancora più evidente esaminando le domande accolte nella prima fase, già consistente, del lavoro dell’istituto: il capoluogo regionale, assieme ai comuni della provincia, fa segnare il dato più alto dell'intero Nord. Gorizia si colloca invece all’ottavo posto. Nel dettaglio, Trieste conta 1.702 domande accolte su 2.240, il 76%, vale a dire 7,25 ogni 1.000 residenti. Al secondo posto c’è Imperia con 7,21, quindi al terzo Torino con 7,15.

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A completare la top ten dell’incidenza del via libera al reddito di cittadinanza rispetto alla popolazione sono Alessandria (6,64), Genova (6,49), Vercelli (6,32), Asti (6,23), Gorizia (5,95), Biella (5,74) e Pavia (5,74). Il dossier Trieste si compone anche di 526 domande respinte e 12 “in evidenza”, per le quali l'Inps considera necessaria un’ulteriore attività istruttoria. Gorizia fa invece segnare 829 domande accolte su 1.329 (62,4%), 493 respinte e 7 “in evidenza”. Dati che sono già significativi tenendo conto che a livello nazionale, a fronte di 806.878 richieste arrivate dai nuclei familiari entro il 31 marzo, l’Inps ne ha già elaborate 681.736, l’85%, accogliendo 488.337 istanze (72%) e respingendone 186.971 (27%). Ne restano 6.428 “in evidenza” (1%). Operazione a buon punto anche a Trieste e Gorizia.

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Le 2.240 domande esaminate nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia sono l’84,2% delle 2.660 caricate in piattaforma, le 1.329 di Gorizia l’84,6% su un totale di 1.571. Complessivamente le domande già vagliate in regione sono 8.017 (l’81% delle 9.905 richieste di fine marzo), di cui 5.221 sono state accolte (65,1%), 2.747 respinte (34,3%), mentre 49 risultano collocate “in evidenza” (0,6%). Ad abbassare la quota delle accolte sono dunque Udine (2.031 su 3.261, 62,3%) e Pordenone (659 su 1.187, 55,5%). Trieste e Gorizia, del resto, comparivano nelle prime posizioni quanto all’incidenza delle domande rispetto alla popolazione: per entrambe 11,3 ogni 1.000 abitanti. Cinquantesima e cinquantunesima a livello nazionale, le due province della Venezia Giulia sono terza e quarta al Nord, dietro a Torino e Imperia e davanti ad Alessandria, Genova, Vercelli, Biella, Rimini e Pavia.

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Molto sotto Udine (settantacinquesima in Italia, 7,5 domande ogni mille abitanti) e Pordenone (novantottesima, 5,4). Nel dettaglio delle domande per sede Inps in regione anche Monfalcone con 803 (11,2 per mille) mostra numeri alti, mentre Medio Friuli (666 domande, 5,5), area che comprende i comuni del Codroipese e del Sandanielese, Spilimbergo (290 domande, 5,5), Pordenone (1.404 domande 5,4) e Tolmezzo (256 domande, 4,8) sono in coda.

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Nulla di troppo sorprendente, visto che anche per la Mia, l’integrazione al reddito introdotta per legge in era Serracchiani, Pordenonese e montagna non facevano segnalare particolare interesse. Riassumendo i dati regionali, la Campania (137.206) e la Sicilia (128.809) insieme hanno raccolto da sole il 32% delle richieste, una su tre. Seguono il Lazio (73.861), la Puglia (71.535) e la Lombardia (71.310). La gran parte dei richiedenti ha tra i 45 e i 67 anni (poco più del 61% di domande) seguiti dalla fascia 25-40 anni (quasi il 23%). Sono invece 105.699 le persone con più di 67 anni che hanno fatto domanda. Pochissime, poco più di 24.000, quelle presentate dagli under 25. Non mancano le prime stime sull’importo medio del sussidio: circa 520 euro, quindi sotto il reddito di cittadinanza “pieno” di 780 euro.

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Il motivo? Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha chiarito che «molti italiani sono possessori di case o comunque non pagano l’affitto», quindi la cifra è decurtata dei 280 euro previsti per pagare il canone di locazione. Tridico è pure intervenuto su un’altra questione: «Ho letto di una cittadina che afferma che sarebbe stata ammessa al reddito di cittadinanza per ricevere un sussidio di importo inferiore a quello che riceveva per il Rei, il reddito di inclusione. Stiamo eseguendo tutte le necessarie verifiche, ma l'ipotesi in questione è veramente remota, essendo il Rdc una misura più generosa del Rei. In ogni caso è evidente che, ove mai un caso del genere dovesse verificarsi, al cittadino che non aveva terminato la fruizione del Rei sarà assicurato il trattamento più favorevole». L’istituto ha pure informato che quasi 337 mila degli importi erogati, pari al 71% delle prime domande elaborate dall'Inps, superano i 300 euro, il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Soltanto il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro. —

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