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Delitto di Pasqua, la pista dell’amante e dei soldi

L’uomo ucciso dalla moglie frequentava un’altra cui regalava denaro, causando liti in casa. E l’ultima è finita in tragedia

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Un banale litigio, ma che nascondeva tensioni ben più profonde. A un anno dall’omicidio di Fulvio Visintin, il settantatreenne accoltellato dalla moglie sessantanovenne Loredana Crasso il giorno di Pasqua, nell’alloggio di via dei Vigneti 22/2, spunta un altro retroscena sul possibile movente.

Come accertato dalle indagini, Visintin aveva un’amante. E da anni. Una donna più giovane alla quale il settantatreenne passava denaro.

Visintin, dal 2016, aveva acceso un finanziamento bancario a proprio nome: soldi che però poi versava direttamente all’amante. La somma complessiva si aggirerebbe attorno ai 20 mila euro. Circostanza, questa, che originava spesso diverbi in casa con la moglie: Crasso avrebbe più volte preteso che il marito chiudesse i debiti con la banca che gravavano inevitabilmente sul bilancio familiare.

La discussione tra i due, quel giorno di festa di un anno fa, sarebbe cominciata già durante il pranzo pasquale con i parenti, per poi proseguire nella comune abitazione di via dei Vigneti. La coppia comunque era in crisi da anni. Visintin, in passato, per un periodo aveva anche cambiato casa. Una parentesi, a quanto è dato sapere, visto che poi l’uomo si era poi ricongiunto con la moglie. Ma i rapporti erano ormai logori. In quella casa, così raccontano vicini e conoscenti, i due talvolta arrivano alle mani.

Qualcosa di simile deve essere successo quella domenica pomeriggio di un anno fa. L’ennesimo alterco sfociato disgraziatamente in omicidio.

Forse quel giorno la moglie era anche alterata dall’alcol: nella deposizione in Questura, per quanto confusa e lacunosa, la sessantanovenne aveva dichiarato di aver bevuto durante il pasto un litro di vino frizzante. I due comunque nel pomeriggio si sono ritrovati a casa da soli: Fulvio era ritornato a casa prima della moglie. Poi è rientrata anche lei, ha notato il marito seduto su una poltrona in salotto con un coltello in mano, intento a mangiare del formaggio. L’alterco sarebbe scaturito dalle lamentele della sessantanovenne per il disordine nell’appartamento. Il bisticcio è degenerato in parole più pesanti, in cui sarebbero state tirate in ballo anche altre questioni. Forse proprio la relazione con l’altra donna e i debiti bancari. Fulvio si sarebbe quindi alzato dalla poltrona, sempre con il coltello in mano, continuando a inveire contro la moglie. Lei, cieca di rabbia, avrebbe agguantato la lama colpendo il coniuge al petto. Loredana, non appena si è accorta che il marito sanguinava, ha chiamato il 118. Fulvio, accasciato sul pavimento, è rimasto sempre cosciente. È morto poco dopo, tra le mani dei soccorritori. Inizialmente Crasso ha riferito agli inquirenti che Visintin si era fatto male da solo tagliando il formaggio. Ma la verità, su cui ha indagato il pm Pietro Montrone, è venuta a galla in poche ore.

Si attende ora l’esito della perizia psichiatrica sull’indagata, disposta dal gup Guido Patriarchi su richiesta dei due legali che la difendono, l’avvocato Silvano Poli e la collega Sara Bearzi. —





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