L'omelia di Pasqua di Crepaldi: "Il matrimonio è tra uomo e donna, no all'aborto e all'eutanasia"

L'arcivescovo Giampaolo Crepaldi durante la celebrazione della messa di Pasqua nella cattedrale di San Giusto. Foto di Massimo Silvano

Diversi i passaggi rivolti alla famiglia nel discorso dell'Arcivescovo durante la celebrazione nella cattedrale di San Giusto

TRIESTE Si è svolta questa mattina, domenica 21 aprile, la messa di Pasqua celebrata dall'arcivescovo Giampaolo Crepaldi nella cattedrale di San Giusto. Durante la lettura dell'omelia sono stati diversi i passaggi da lui rivolti in particolare alla famiglia. "Pronti con la nostra testimonianza cristiana - ha detto - ad aiutare Gesù risorto ad affermare la sua vittoria sulla morte: contro aborto ed eutanasia ma favorevole a una famiglia fondata su una matrimonio tra un uomo e una donna".

Crepaldi si è anche rivolto alla comunità per sensibilizzarla sui tanti  poveri che popolano la città, "spesso oggetto di disprezzo ingiustificato", e sulla violenza nei confronti delle donne nonché sulla crescente diffusione della pornografia nei mass-media, che mette a rischio la "crescita armoniosa" di tanti adolescenti. Infine una stoccata alla scoietà civile odierna "sempre più segnata da un egoismo distruttivo e insensato".

Di seguito riportiamo il testo integrale della sua omelia:

"Carissimi fratelli e sorelle, Alleluia, Cristo è risorto! È veramente risorto! La vita ha vinto la morte, l'amore il peccato, la verità la menzogna! Con la sua risurrezione, Gesù è passato da questo mondo al Padre, donandoci il perdono dei peccati e la vita eterna, spalancandoci così le porte del cielo! Nel brano del Vangelo che è stato proclamato, vengono descritte le reazioni di tre personaggi di fronte all'evento della risurrezione del Signore Gesù: Maria di Magdala che, piena di amore, per prima si mette in cammino per cercarlo, ne resta turbata e impaurita, incapace di capire la novità della vita che vince la morte; san Pietro, con il cuore ancora gravato dal peso del suo tragico tradimento, guarda e non dice nulla, come se sospendesse il giudizio; san Giovanni invece vide e credette. La sua fede trovò in seguito espressione in queste parole di san Paolo: "Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

Poiché, se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo." (1Cor 15,21-22). Senza la risurrezione di Cristo, la morte resta inesorabile, tragica, definitiva. Come san Giovanni, anche noi cristiani, tutte le volte che siamo riuniti in assemblea eucaristica, annunciamo la morte del Signore e proclamiamo la sua risurrezione. Una professione di fede pasquale che esprime la nostra consapevolezza di battezzati, di morti con Cristo e rinati in Cristo nel dono dello Spirito Santo. Uomini nuovi e donne nuove che vivono e annunciano la morte e la risurrezione di Cristo nell’attesa della sua venuta

 

Carissimi fratelli e sorelle, Sant'Agostino scrisse: “La risurrezione del Signore è la nostra speranza". Dalla risurrezione di Gesù si sprigiona infatti una primavera di speranza e di vita che investe il mondo, rendendoci pronti con la nostra testimonianza cristiana ad aiutare Gesù risorto ad affermare la sua vittoria sulla morte: pronti a custodire e a coltivare il valore della vita minacciata dalla pratica dell'aborto e da subdoli tentativi di introdurre l'eutanasia; pronti a difendere la sacralità della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, combattuta al giorno d'oggi oltre ogni misura;

pronti a metterci al servizio dei tanti poveri che popolano la nostra città, spesso oggetto di disprezzo ingiustificato; pronti a contrastare la violenza verso le donne, lo sfruttamento nell'ambito lavorativo e la crescente diffusione della pornografia nei mass-media che sta mettendo a rischio la crescita armoniosa di tanti adolescenti; pronti a far crescere in tutti il sentimento dell'amicizia civile in una stagione sociale sempre più segnata da un egoismo distruttivo e insensato.

Chi crede nella risurrezione di Gesù, chi è risorto con Cristo, vive di una fede incrollabile: la fede nella presenza amorosa e salvatrice del Cristo che, prendendoci per mano, ci porta fuori dalle miserie mortifere dei peccati personali e collettivi e ci incammina sulle strade della vita e della speranza. Con Maria gridiamo con gioia il nostro Alleluia al Signore risorto! Con questi sentimenti auguro a tutti una santa e buona Pasqua!"

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