Merkel e Macron in campo per un’intesa Serbia-Kosovo

Nel vertice di Berlino fissato a fine mese Germania e Francia mirano a riportare Belgrado e Pristina al tavolo negoziale: pronto un documento. I dubbi di Vučić

BELGRADO L’Unione europea sembra ormai incapace di esercitare il suo ascendente sui due contendenti. Gli Usa, malgrado qualche segnale che suggeriva la voglia di rimettersi in gioco, non appaiono ora particolarmente interessati a cacciarsi in beghe balcaniche. E lo stesso può dirsi della Russia. Ma non tutti stanno a guardare. Due grandi potenze – Germania e Francia - sono infatti pronte a tentare il tutto per tutto in una missione “in solitaria”. Obiettivo, riportare Belgrado e Pristina al tavolo negoziale per convincerle ad accettare una soluzione definitiva al nodo Kosovo. Che sarebbe in via di elaborazione nei corridoi del potere a Parigi e soprattutto a Berlino.

È lo scenario che si sta delineando in questi giorni, in vista di un vertice a sorpresa convocato a Berlino il prossimo 29 aprile e promosso dalla Cancelliera Angela Merkel e dal presidente francese, Emmanuel Macron. Al vertice dovrebbero prendere parte tutti i leader della regione – e ci sarà anche Juncker - ma il focus sarà tutto dedicato ai rapporti Serbia-Kosovo e a una «nuova iniziativa per risolvere i problemi nei Balcani occidentali», hanno suggerito i media serbi.


Di cosa si tratta? Il ben informato quotidiano kosovaro Gazeta Express ha rivelato che si parla addirittura di una «bozza d’accordo tra Kosovo e Serbia» che dovrebbe essere proposta al summit, al quale prenderanno parte «presidenti e premier di entrambi i Paesi», con il primo incontro ufficiale tra Hashim Thaci e Aleksandar Vučić dall’introduzione dei dazi anti-serbi, lo scorso novembre. Sul documento sarebbe al lavoro in particolare la diplomazia tedesca, mobilitata da Merkel, che vedrebbe nello scioglimento definitivo del nodo Kosovo «un’ultima battaglia di politica estera ed europea» da combattere e vincere per lasciare un’ultima e duratura «eredità», ha suggerito sulla Deutsche Welle l’attento analista tedesco Bodo Weber, del Council for political democratization, aggiungendo però che la Cancelliera starebbe però ancora esitando a reggere le redini del gioco. Weber ha anche criticato «l’incapacità negoziale» dell’Alto rappresentante Ue agli Esteri, Federica Mogherini, «che ha portato il dialogo» Serbia-Kosovo «a una crisi esistenziale».

Cosa attendersi dal summit di Berlino? Secondo il Gazeta Express, Belgrado e Pristina saranno messe di fronte a una proposta che «non prevede uno scambio di territori», idea questa invisa a Merkel, ma sostenuta dal presidente kosovaro Thaci e non disdegnata a livello Ue. Al contrario, si suggerirà che alla Serbia venga concesso di mantenere «una sorta di sovranità» su certe aree del Kosovo, con alta probabilità il nord a maggioranza serba, una prospettiva «non favorevole» a Pristina.

Il fatto acclarato è comunque che qualcosa si sta muovendo, dopo mesi di stallo. Lo conferma l’appello della consigliera del premier kosovaro, Meliza Haradinaj, che ha chiesto alla leadership di Pristina di fare quadrato e di andare a Berlino con una posizione unitaria. Ma ci sono anche le parole di Thaci, secondo il quale un accordo è possibile, entro l’anno. Meno ottimista il presidente serbo Vučić, che ha paventato contromisure contro i dazi e dichiarato di ritenere che il vertice a Berlino «non abbia nulla a che vedere con una soluzione» sul Kosovo. Anticipando che, in Germania, per la Serbia «non ci sarà nulla di buono», dato che a Belgrado si chiederebbe solo di riconoscere l’indipendenza di Pristina. —


 

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