Le investigatrici degli alimenti: «Qui scopriamo se il cibo è sano»

Tecna: azienda quasi tutta al femminile nata in Area di ricerca che produce kit diagnostici e oggi fattura circa 3 milioni

Da oggi Il Piccolo racconta "Le fabbriche della scienza", quel Distretto Trieste che poteva/potrebbe esserci e invece non c'è: nel senso che esistono realtà vive ma non in condizioni di fare sistema, seminare la propria esperienza così che il raccolto di innovazione, ricerca e rischio d'impresa sia condiviso

Enrico Grazioli

TRIESTE Come scoprire la causa di qualche misteriosa allergia? Chi analizza il cibo o il latte di cui nutriamo? Tecna, azienda nata in Area Science Park nel 1994 da una lungimirante intuizione del biologo Maurizio Paleologo, produce i kit che svelano le sostanze chimiche nei prodotti alimentari. In sintesi scopre se gli alimenti contengono sostanze nocive o peggio tossiche.


Tecna rappresenta uno dei migliori esempi di startup nate nella fabbrica della scienza triestina. Oggi è un’impresa leader a livello italiano e internazionale nel mercato dei kit diagnostici per l’analisi dei contaminanti chimici negli alimenti e nei mangimi. Qui è stato inventato Chorus, un sistema robotizzato per l’analisi di campioni alimentari: «La prima applicazione lancio per questo innovativo robot sarà l’analisi delle micotossine nei cereali – spiega il Ceo Tatiana Sukhikh. Qui il connubio fra industria e scienza funziona molto bene». Tanto da attirare su Trieste l’interesse di investitori internazionali. Nel 2016 l’azienda stata così acquistata dalla multinazionale Eurofins, leader mondiale nel settore delle analisi in campo alimentare, farmaceutico e ambientale, che l’ha inserita nel gruppo satellite Eurofins Technologies, una quindicina dia ziende nel mondo.

Negli ultimi anni Tecna ha consolidato la sua posizione sul mercato, con un fatturato annuo ormai stabile attorno ai 3 milioni di euro. Da un team inizialmente composto da tre persone è passata a una trentina di dipendenti con formazione di tipo scientifico: biologi, biotecnologi, chimici, tecnologici farmaceutici. «Fatta eccezione per l’ufficio amministrativo tutto il team di ricerca e sviluppo, ma anche il nostro ufficio commerciale, ha una formazione di tipo scientifico improntata sulle biotecnologie» spiega Giulia Rosar, product manager dell’azienda. Laureata in in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche nel 2007, Rosar è entrata nel team di Tecna come ricercatrice, per poi sviluppare la propria carriera all’interno dell’ufficio marketing: «Grazie alla mia formazione ho gli strumenti per presentare i prodotti sia in modo divulgativo che dal punto di vista tecnico e per tradurre in un linguaggio tecnico per i colleghi le informazioni che arrivano dal mercato». Tecna è un’impresa quasi tutta al femminile. Dei 26 dipendenti di Tecna ben 22 sono donne, e dallo scorso marzo anche la direzione generale è in mani femminili, con il passaggio di testimone da Maurizio Paleologo a Tatiana Sukhikh, già responsabile amministrativo e delle risorse umane per oltre dieci anni. L’azienda triestina è distributrice esclusiva per l’Italia dei kit per l’analisi degli Ogm, degli allergeni e del glutine, dell’acrilammide, del glifosato, dei patogeni alimentari e delle tossine algali a quelli per la diagnostica veterinaria. Ma non solo.

Nei laboratori triestini si esaminano micotossine, farmaci veterinari e ormoni: «Stiamo al passo con le richieste del mercato e con le direttive europee in materia di contaminanti alimentari, che vengono continuamente aggiornate: basti pensare al caso dell’acrilammide, sostanza cancerogena che si forma durante la cottura ad alta temperatura negli alimenti ricchi di amido e zuccheri». —


 

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