Nasce “Generazione Zero” per dare la scossa alla politica

Al debutto l’associazione rivolta agli under 35 creata da tre ragazzi freschi di studi. Lavoro e precarietà al centro della riflessione avviata anche a Udine e Venezia

TRIESTE Parte da Trieste “Generazione Zero”, un’associazione apartitica “ma non apolitica” che punta a tutelare i diritti degli under 35 e a sensibilizzare sulle grandi tematiche di oggi, specialmente sulle prospettive dei giovani in Italia. Vero protagonista il lavoro, inteso come mezzo principale di emancipazione e realizzazione personale. Ed è proprio questo il concetto cardine che intende sviscerare il sodalizio, nato nell’estate del 2018 fra le province di Venezia, Udine e Trieste.



I fondatori sono tre: Filippo Flaborea, laureato a Padova in Studi europei – e oggi consulente -, Valerio Amilcare, laureato in Giurisprudenza all’ateneo triestino e Andrea Colavitto, dottorando di ricerca in Ingegneria sempre qui sul territorio. «Partendo da Trieste, speriamo di ampliare i nostri orizzonti - ha dichiarato ieri Flaborea, durante il primissimo evento dell’associazione, ospitato al Knulp di Via Madonna del Mare -. Secondo noi - spiega - questo tema non può essere affrontato solamente a livello locale, ma ci deve essere un approccio concreto sia nazionale che generazionale, altrimenti non ci sarebbero le forze per imporsi».

La maggior parte dei problemi che stanno affrontando oggi i giovani in Italia infatti, è stato sottolineato durante l’incontro, riguardano proprio l’occupazione e in questo senso opera Generazione Zero, per portare consapevolezza attraverso una quotidiana condivisione di dati sulle piattaforme social di Facebook e Instagram, evidenziando ciò che non funziona e che perciò si vuole migliorare; le nozioni e i numeri diffusi tramite i canali riguardano l’occupazione giovanile e gli investimenti nell’università e nell’istruzione.

Ma non solo. Vengono fatte anche comparazioni con l’estero, «per ricordare che la situazione italiana al momento non è la normalità, ma qualcosa da superare». Non accettando che la flessibilità lavorativa - in termini di contrattazione negoziale - venga confusa con la precarietà, Generazione Zero auspica di colmare quello che si ritiene «un vuoto non coperto dalla politica tutta» e lo fa senza colore politico, in maniera apartitica, abbracciando o condannando cause, comunque politiche, a prescindere dal proponente.

L’obiettivo? «Vogliamo rendere evidente che la realtà è questa e che va affrontata: per realizzare ciò, dobbiamo far capire che le risposte che ci stiamo dando o i temi che stiamo affrontando in questo momento come “ulteriori fondi sulle pensioni” non sono esattamente la priorità». La serata di ieri, nella quale è stato affrontato in senso ampio l’argomento della fuga di cervelli, è stata anche occasione di “reclutamento”: l’associazione, per ora ancora in fase embrionale, ha esternato le modalità d’iscrizione o partecipazione. La prima tramite mail all’indirizzo “generazionezero0@gmail.com” ad un costo di euro 10 e la seconda “tradizionale” con la tessera, per euro 16. È comunque possibile sostenere l’organizzazione con un’offerta libera. —


 

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