La Regione assume e apre la stagione dei concorsi. In palio 129 posti

Callari annuncia l’avvio di sei selezioni da qui a dicembre. Prima prova il 30 aprile riservata a dirigenti amministrativi

TRIESTE Una via preferenziale per i lavoratori somministrati. Ma anche una stagione di concorsi che, nel triennio, consentirà di sostituire i 600 dipendenti in uscita dalla Regione, stima che sale a 1.500 se si tiene conto dell’intero comparto del pubblico impiego del Friuli Venezia Giulia. Sebastiano Callari, assessore alla Funzione pubblica, conferma i precari di Palazzo, informa che il piano assunzioni è definito in tutti i dettagli e calendarizza i bandi: da fine aprile ce ne sarà quasi uno al mese, per un totale di 6 entro il 2019.



In Consiglio regionale Callari ha incontrato una rappresentanza sindacale degli interinali (Rsu, Cgil e Cisl), comunicando due informazioni chiave. Da un lato ha garantito la prosecuzione del rapporto di lavoro pure per quest’anno con gli 81 somministrati che operano in Regione, con la possibilità tra l’altro per le direzioni centrali di richiedere un maggior numero di ore lavorate rispetto al 2018. Dall’altro ha precisato che chi, tra i precari, ha prestato servizio all’interno dell’amministrazione si vedrà assegnare un congruo punteggio nei prossimi bandi di concorso.



Si tratta del riconoscimento dell’esperienza maturata, in alcuni casi quasi decennale, da lavoratori che attraverso i concorsi avranno dunque una concreta opportunità di essere assunti a tempo indeterminato. Nei prossimi giorni la Regione, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato dopo una vertenza di due anni, sottoscriverà con l’Agenzia Randstad Italia il contratto per il lavoro somministrato nel comparto unico, sbloccando una situazione che preoccupava non poco i lavoratori. In prospettiva però si punterà a ridurre il ricorso ai somministrati, anche per questioni economiche: il loro costo è superiore di un terzo a quello dei dipendenti. E dunque, nel giorno in cui si fa un passo avanti verso la stabilizzazione, certamente gradito dal sindacato, l’assessorato approfitta anche per ufficializzare i contenuti del piano assunzioni.



Il concorso di inizio anno alla direzione Lavoro per un assistente amministrativo-economico categoria C e uno specialista categoria D ha aperto una nuova strada dopo anni di blocco prodotto dai vincoli nazionali e ora si procede a marce alte, con 6 concorsi già in calendario. L’obiettivo, chiarisce Callari, è di fronteggiare l’uscita di 600 dipendenti della Regione nel triennio, con una valutazione ancora da fare sull’impatto della novità “quota 100”. Dopo di che ci sono pure i pensionamenti negli enti locali, tanto che l’assessore stima in 1.500 gli addii a fine 2021, il 15% della forza lavoro del comparto. «Sostituiremo tutti», dice con sicurezza Callari.



Si parte il 30 aprile con il concorso per dirigenti amministrativi, si prosegue il 30 maggio con gli amministrativi di categoria D, quindi il 30 luglio il bando riguarderà i tecnici di categoria C. Dopo la pausa estiva si riprenderà il 30 settembre con gli amministrativi C, cui si aggiungeranno i bandi del 30 ottobre per tecnici D e del 30 novembre per i forestali. «Un concorso, quest’ultimo, molto atteso - rimarca Callari -. Ma più in generale metteremo in atto una straordinaria azione di ringiovanimento, una vera rivoluzione generazionale del pubblico impiego regionale». I posti a bando? «Consentiranno di coprire innanzitutto le 129 uscite programmate nel 2019 in Regione - precisa l’assessore -, ma apriremo graduatorie che consentiranno anche ai Comuni di convenzionarsi». Un percorso che sarà reso possibile da un emendamento che Callari porterà proprio oggi in aula. «Il ministro Bongiorno - spiega - ha impostato la linea dei concorsi solo per vincitori. Noi però, anche a causa di una riforma istituzionale che abbiamo subito dalla precedente legislatura, si ritroviamo nell’impossibilità di quantificare preventivamente i bisogni del comparto e dunque ci tornano utili le graduatorie in cui pescare in tempi più lunghi. L’emendamento prevede per questo che tutti i nostri concorsi abbiamo durata triennale».



Il Friuli Venezia Giulia si infila autonomamente dunque nel superamento del blocco dell’inquadramento a tempo indeterminato che era stato disposto dal governo Monti e che varrà ancora, fino al prossimo novembre, solo nei settori presidenza del Consiglio dei ministri, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università. Il turnover al cento per cento (esce un dipendente che va in pensione, entra un nuovo assunto) è stato infatti ripristinato nel resto della pubblica amministrazione. Anche nel comparto unico regionale. —


 

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