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Centro congressi: conto alla rovescia verso aprile 2020. Ecco la road map

Attesa per la validazione di Bureau Veritas sui progetti. Poi opere strutturali entro maggio, da gennaio le rifiniture

TRIESTE È il momento della Veritas. Imminente, dicono in Comune. Speriamo, rispondono le imprese. Il nome per intero è Bureau Veritas, gruppo di portata internazionale specializzato nella verifica e validazione progettuale. Ha vinto la gara, alla quale si erano presentati in 9, per svolgere il suo compito professionale sui progetti che il concessionario Tcc ha messo a punto in ordine alla realizzazione del centro congressi in Porto vecchio.

Bureau Veritas Italia percepirà 43.150,12 euro (Iva compresa) alfine di controllare qualità e congruità di disegni e relative cifre. Lo staff di Bureau Veritas ha chiesto un supplemento di documentazione, che - secondo le diverse scuole di pensiero - riguarderebbero i prezzi praticati e/o l’impiantistica.

Naturalmente dagli uffici comunali idranti anti-incendio azionati a tutta forza: il centro congressi si farà nei tempi stabiliti, il cantiere procederà senza soluzione di continuità, la risposta di Bureau Veritas è attesa nei prossimi giorni. Anche se gli immancabili ben informati malignano che c’è qualche frizione di carattere finanziario tra committenza e aziende esecutrici .



Sul centro congressi ai Magazzini 27-28 del Porto vecchio non si scherza: è in piedi un project financing pubblico-privato da 11,7 milioni di euro, di cui 6,2 a cura dei privati e 5,5 a cura del Comune (4,7 milioni da vendita di azioni Hera e 800 mila euro dal Fondo Trieste). Responsabile unico del procedimento (rup) è lo stesso responsabile dei Lavori pubblici municipali, Enrico Conte. Il primo appuntamento è a luglio 2020 con la manifestazione di divulgazione scientifica Esof (Euroscience Open Forum). Ma il “convention center” deve essere già pronto ai primi di aprile 2020, per cui manca un anno esatto al rendez-vous.



Lo scorso giovedì 20 dicembre il sindaco Dipiazza aveva simbolicamente consegnato le chiavi dei due magazzini a Diego Bravar, presidente di Tcc. Durata: 450 giorni di cantiere. Novanta se ne sono andati, ne restano 360. Da allora è stato percorso solo un piccolo tratto di strada, il cosiddetto Lotto “0” - spiega l’imprenditore Andrea Monticolo - che consiste nell’accantieramento e nelle demolizioni, visibili nella parte retrostante del “28” dove sorgerà ex novo il “28-bis”, cardine dell’insieme congressuale. Non appena Bureau Veritas darà disco verde, decollerà il Lotto “1” - prosegue Monticolo - con opere strutturali (rinforzi anti-sismici) e la predisposizione degli impianti: entro la fine di maggio questa fase dovrà essere completata.



Perché poi l’estate accelererà i tempi con il clou dei lavori: in particolare l’infrastruttura del “28 bis” - a giudizio di Monticolo - rappresenterà da sola il 50% del programma. Senza dimenticare il ponte collegante tra i due magazzini. Settembre sarà la chiave di volta dell’operazione, perché consentirà un bilancio probante degli interventi eseguiti. A fine dicembre Monticolo vuole il “grezzo” a uno stato avanzato, cosicché possa partire la fase di rifinitura da chiudere entro il 31 marzo. Monticolo è una figura importante per scandire un cronoprogramma orientativo, in quanto la sua ditta - Monticolo & Foti - ha in capo l’esecuzione del 90% degli impianti e del 50% dell’edile. Non nasconde che prima arriverà la validazione di Bureau Veritas, prima il cantiere potrà transitare verso il Lotto “1”, quello realmente operativo.



I due magazzini andranno a costituire l’ambito fieristico-congressuale dirimpetto al polo culturale a sua volta formato dal Magazzino 26 e dal complesso Centrale idrodinamica-Sottostazione elettrica. Il “27” è un capannone industriale a un piano addossato alla storica facciata “ex Ford”, ha uno sviluppo di 3000 metri quadrati. Il “28” risale agli anni Settanta-Ottanta del secolo scorso, anch’esso si estende per oltre 3000 mq. Il “28 bis” occuperà una superficie di circa 3400 mq e si estenderà proprio dietro il “28”, previo abbattimento del muro divisorio. —


 

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