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Lo sgradito ritorno del bruco killer e le strategie social per stanarlo

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TRIESTE Con la primavera torna anche il pericolo della “processionaria”, la farfalla notturna assolutamente innocua una volta diventata adulta, pericolosa invece nello stadio di larva e bruco per gli uomini, ma soprattutto per i cani che annusando il terreno possono inavvertitamente venire in contatto con i peli urticanti che ricoprono il corpo dell’insetto. Sul nostro territorio, soprattutto in Carso, è frequente imbattersi nelle lunghe file di processionaria.

È nato persino un gruppo Facebook “Ocio alle processionarie a Trieste” che avverte di situazioni a rischio. Come quelle segnalate di recente a Monte Grisa, sulla pista ciclabile a Draga Sant’Elia, vicino all’ex Maddalena, nel bosco Salzer, in via Molino a Vento angolo via Rivalto e al Ferdinandeo. E proprio al Ferdinandeo è appena intervenuto il Comune che, a seguito di diverse segnalazioni, ha avviato una disinfestazione. «Provvediamo a monitorare l’eventuale presenza di questi insetti nei giardini pubblici - spiega l'assessore con delega anche al Verde Pubbico, Elisa Lodi - e interveniamo anche nei giardini di pertinenza delle scuole, come avvenuto di recente in quella di Banne». Tornando al pericolo che la processionaria rappresenta per i cani, è bene ricordare che se i nostri amici a quattro zampe entrano in contatto con i peli di questo insetto, le reazioni possono risultate molto gravi. Nei casi peggiori l’incontro ravvicinato può addirittura procurare la necrosi dei tessuti. A rischio soprattutto naso, lingua, cavo orale, labbra e occhi. Il consiglio da seguire quando l’animale si imbatte nel temibile bruco? Allontanare la processionaria dal cane, risciacquare la zona interessata dal contatto con dell'acqua e correre subito dal veterinario. —

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