Trieste è terza fra le città italiane per numero di corse in autobus

Il dato di 320 viaggi pro capite al giorno emerso durante la tappa del Mobility Innovation Tour 

Il focus

«Il trasporto pubblico a Trieste può vantare la flotta più giovane d’Italia e, probabilmente, d’Europa – 4,2 anni contro una media di oltre 12 in Italia – con numeri importanti per il territorio, coperto capillarmente dalle 55 linee, con 5 mila 500 corse al giorno che trasportano quotidianamente ben 150 mila passeggeri, 320 corse al giorno per abitante che posizionano Trieste al terzo posto in Italia dietro solo a Milano e Roma».

Numeri importanti che l’ad di Trieste Trasporti, Aniello Semplice, ha snocciolato ieri in occasione della tappa triestina del Mobility Innovation Tour 2019, organizzato dalla rivista Autobus sotto il cappello di Civitas Portis, progetto finanziato dall’Ue nell’ambito del programma Horizon 2020, che comprende le città portuali di Trieste, Aberdeen, Constanta, Anversa e Klaipeda, e che vede la città portuale cinese di Ningbo nel ruolo di osservatrice. «Le chiavi del successo di Trieste Trasporti – ha specificato Semplice – sono da rintracciare certamente, tra le altre, nella partnership tra pubblico e privato, ossia tra Comune di Trieste e Arriva, del gruppo Deutsche Bahn», società che, come ha ricordato l’ad Angelo Costa, «è presente in 14 nazioni e in Fvg detiene il 60% di Saf e il 40% di Trieste Trasporti, opera oltre 700 bus e percorre 33 milioni di bus/km annui».

Il tutto in attesa della sentenza del Consiglio di Stato relativa alla gara per l’assegnazione del servizio di Tpl in Friuli Venezia Giulia al nuovo gestore unico regionale che sarà uno dei maggiori player nazionali del settore. Luisa Polli, assessore all’Urbanistica del Comune di Trieste, ha ricordato la recente presentazione del Pums, acronimo di Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, che «ridisegnerà la viabilità cittadina del prossimo futuro». Giulio Bernetti, dirigente dell’area Città e territorio del Municipio, ha posto l’attenzione sugli scenari futuri che si aprono sul fronte della mobilità urbana e sul recupero dell’area di Porto vecchio: «L’obiettivo è quello di evitare il collasso di quelle parti di città gravitanti nei pressi dell’antico scalo, attraverso una mobilità che preveda accessi pedonali come quello appena inaugurato alle spalle del polo museale, parcheggi scambiatori come il polo intermodale di Park Bovedo, e un ripensamento del sistema ferroviario esistente nell’area, di quello marittimo, e la progettazione di un futuribile ma fattibile collegamento aereo che metta in connessione l’area a mare con il Carso attraverso l’uso di cabinovie».

Interessante la case history giunta da Cagliari, presentata da Roberto Murru, dg di Cmt, azienda di trasporto pubblico di Cagliari, con soluzioni sostenibili come i filobus 100% elettrici con aste di captazione per la ricarica sia in movimento che in stazioni apposite di sosta, o come il progetto di interconnessione tra l’area vasta della città e i due poli logistici, merci e passeggeri, del porto del capoluogo sardo, e che a Trieste potrebbero trovare un campo di applicazione. —


 

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