Ecco i geni-killer, responsabili dell’adipe sul girovita

Un quadro di Fernando Botero, "La lettera"

È assodato che il grasso che si accumula attorno ai fianchi porta a malattie cardiovascolari Le scoperte di un Consorzio di cui fa parte il “Burlo”

E’ ormai assodato dalla letteratura scientifica come il grasso più pericoloso per la salute cardiovascolare sia quello che si accumula a livello di giro vita: studi recenti hanno anche dimostrato che, dovendo scegliere, sono meglio le cosiddette “maniglie dell’amore” (tessuto adiposo sottocutaneo) rispetto alla classica “pancetta” (tessuto adiposo di solito di tipo viscerale).

La distribuzione corporea del grasso a livello addominale si può misurare calcolando il rapporto tra circonferenza vita/circonferenza fianchi - il cosiddetto Whr -, parametro che è molto più rilevante per valutare il rischio cardiovascolare del ben più noto indice di massa corporea (Body Mass Index). Ora grazie a un consorzio internazionale di cui fa parte anche il Burlo Garofolo di Trieste sono stati individuati i geni responsabili della distribuzione addominale dell’adipe. Una ricerca pubblicata dalla rivista Nature Genetics ha individuato 24 varianti geniche collegate alla distribuzione addominale del tessuto adiposo, e alla regolazione di fattori coinvolti nel controllo di tale distribuzione e del metabolismo dei lipidi in generale. Lo studio - il più ampio finora effettuato - ha preso in esame più di 476 mila individui europei, asiatici, africani e latino americani, scoprendo varianti geniche significative che, se presenti, aumentano il rischio di sviluppare disturbi metabolici e cardiovascolari. "Il valore di questa ricerca deriva dal grande numero di campioni esaminati - spiega Paolo Gasparini, genetista medico del Burlo Garofolo e dell’Università di Trieste che ha partecipato al lavoro -, ma anche dall’eterogeneità dei campioni, rappresentativi dei principali fenotipi umani". Il Burlo ha contribuito alla ricerca con una casistica di quasi 3000 campioni, raccolti grazie al progetto “Parco genetico del Friuli Venezia Giulia” e alla spedizione scientifica “Marco Polo”, realizzata alcuni anni fa lungo la Via della Seta. “Siamo partiti studiando l’intero genoma di soggetti che presentavano adipe addominale e confrontandolo con quello di soggetti che non ne avevano: così abbiamo individuato i geni che facevano la differenza - sottolinea Gasperini -. Oltre a quest’associazione genetica abbiamo anche ottenuto un dato funzionale, grazie a degli esperimenti di manipolazione genetica su modelli di Zebrafish, pesce che cresce molto rapidamente e i cui embrioni sono trasparenti e si sviluppano fuori dal corpo della madre. Mutando alcuni dei geni individuati nella ricerca abbiamo verificato come questi cambiamenti abbiano portato a un’alterazione del livello di trigliceridi nel loro sangue molto simile a quella riscontrata negli umani con le stesse varianti genetiche”. In un prossimo futuro queste informazioni potranno essere utilizzate per determinare, in base al genotipo individuale, il livello di rischio cardiovascolare dei singoli soggetti e mettere in atto adeguati piani di prevenzione. E in un futuro più lontano si potranno sviluppare farmaci da utilizzare per ridurre l’effetto negativo di questa predisposizione genetica.


G.B.

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