Firmato l'accordo Cina-Porto di Trieste
D'Agostino: "Una spinta al made in Italy"

A Villa Madama siglati 29 documenti tra il governo cinese e quello italiano che segnano l'adesione dell'Italia all'iniziativa Belt and Road, compreso quello tra Autorità portuale di Trieste e Monfalcone e la compagnia Cccc sullo sviluppo della rete ferroviaria fino a Villa Opicina e Cervignano

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ROMA Sono stati siglati tutti e 29 gli accordi previsti oggi sul tavolo che ha riunito il presidente cinese Xi Jinping e il pesidente del Consiglio Giuseppe Conte a Villa Madama.

Si è concluso attorno alle 12.30 l'iter in cui compare anche l'accordo tra l'Autorità portuale di Trieste e China communications construction company (Cccc). Presente anche il presidente del Porto giuliano Zeno d'Agostino.

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La Cina entra così nel progetto comunitario Trihub, pensato per rafforzare i collegamenti ferroviari da Trieste e per creare una collaborazione in Europa centrale e Cina. In questo modo è confermata l'adesione dell'Italia all'iniziativa Belt and Road, la nuova via della Seta di connessione infrastrutturale euro-asiatica, al centro del dibattito politico nelle ultime settimane.

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Ventinove in totale gli accordi appunto, di cui 19 istituzionali e 10 commerciali che valgono 7 miliardi di euro e arrivano a 20 miliardi di euro «potenziali», se si considera l'effetto "volano" dal punto di vista economico delle intese. Si spazia dai porti agli agrumi, passando per start-up ed energia, fisco e reperti archeologici. Presenti alla sigla, per l'Italia, il vicepremier Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e la viceministra Emanuela Claudia Del Re. Per la Cina, Ding Xuexiang, capo gabinetto del presidente Xi, Yang Jiechi, direttore della commissione Affari esteri del Comitato centrale del Pcc, Wang Yi, consigliere di Stato e membro degli affari esteri. Tra gli accordi economici siglati, figurano quello tra la Cassa depositi e prestiti e Bank of China Limited, l'istituto di credito cinese che sigla anche un Memorandum of Understanding con l'Eni.

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Tra le intese istituzionali spiccano - tra le altre - quella tra i due governi per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, l'accordo - annunciato ieri da Di Maio - per l'esportazione di agrumi freschi dall'Italia alla Cina, l'intesa per la restituzione di 796 reperti archeologici appartenenti al patrimonio culturale cinese. Dopo la sigla dei 29 accordi, la stretta di mano tra Conte e Jinping è stata salutata con un lunghissimo applauso dei presenti in sala.

Il patto triestino nello specifico, che riguarda il porto giuliano, non prevede l’uso di banchine e ormeggi ma l’inserimento di Cccc all’interno del progetto ferroviario Trihub e una serie di possibilità che l’Autorità portuale potrà giocare fra Europa centrale e Cina. «Con questo accordo puntiamo ad organizzare la logistica in uscita dal porto. Il nostro impegno è supportare le esportazioni in Cina e nel Far East delle nostre PMI, che non hanno le dimensioni per affrontare questo tipo di investimenti. L'Autorità di Sistema è a disposizione delle imprese italiane per sviluppare in Cina piattaforme logistiche e portuali che permettano al Made in Italy di raggiungere i flussi commerciali verso questo grande mercato in espansione». Così il presidente 'Autorità Portuale Trieste, Zeno D'Agostino.

Il memorandum dà novanta giorni affinché Autorità portuale, Rete ferroviaria italiana e Cccc decidano nel concreto le forme di collaborazione nel previsto rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie di un'area ampia a ridosso del capoluogo giuliano, da Cervignano a Villa Opicina, compresi i porti di Monfalcone e Trieste e una lista di micro e macrointerventi, Trihub, presentata un anno fa all'UE dall'Italia, inserita nella piattaforma EU-China Connectivity platform.

Il Trihub è articolato appunto in tre elementi: possibilità di project financing nell'ambito della lista, con un passaggio attraverso Bruxelles; partnership del Porto di Trieste (sempre con CCCC) in una costruenda infrastruttura a Kosice (Slovacchia) nell'ambito di un quadro più ampio collaborazione in Europa; estensione della partnership anche a progetti in Cina, come, è possibile, piattaforme logistiche. Un Memorandum che, ha anticipato D'Agostino nei giorni scorsi, avviene «in estrema reciprocità».

Italia e Cina devono «impostare relazioni più efficaci e costruire meglio rapporti che sono già molto buoni», ha specificato il premier Conte nel corso del bilaterale con il presidente cinese Xi Jinping a Villa Madama.

Prima di raggiungere il presidente del Consiglio, Jinping è tornato al Quirinale per un ultimo saluto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel pomeriggio invece lascerà Roma per raggiungere con la moglie Palermo.

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