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Il patrocinio dell’ateneo al Gay Pride dell’8 giugno. Ma il Senato si spacca

A favore del sostegno alla manifestazione 11 voti. Cinque i contrari, tre gli astenuti Fermeglia si schiera con il Sì: «Scelta coerente con la Costituzione e lo statuto»

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TRIESTE Il Senato accademico ha deciso di concedere il patrocinio dell’Università di Trieste al “Pride Fvg” che si terrà in città l’otto giugno. Una decisione non presa all’unanimità, ma arrivata alla fine di una seduta particolarmente sofferta, come testimonia il risultato finale della votazione: 11 pareri a favore, cinque contro e tre astensioni.



«Io ho votato a favore del patrocinio - spiega Maurizio Fermeglia - al termine di una discussione lunga e articolata. Siamo comunque sereni della nostra scelta anche perché una iniziativa simile era stata adottata due anni fa per il Pride di Udine e non c’erano state polemiche. La scelta di concedere il patrocinio è stata presa sulla base dell’articolo 3 della Costituzione e degli articoli 1 e 2 dello statuto dell’ateneo». Nome che fanno riferimento all’uguaglianza e alla rimozione di ostacoli di ordine economico e sociale, e all’impegno a favore di una formazione che sia anche critica e punti a promuovere lo sviluppo culturale e civile.



Ad essere determinanti sono stati i voti dei rappresentanti degli studenti. Emanuele Cristelli, rappresentante nel Senato della lista Studenti in movimento, esprime soddisfazione «perché alla base della decisione c’è l’intento di dimostrare che l’Università non è solo una torre d’avorio dove si fa formazione, ma un luogo dove si combatte contro ogni discriminazione. Lo scopo del patrocinio è anche quello di elevare le manifestazioni dalle polemiche politiche».



Antonella Nicosia, presidente del comitato che organizza il Pride Fvg scopre della scelta dell’ateneo al telefono: «È una buona notizia e avevamo lavorato in tal senso. Si è formato un cartello “politico” attorno all’evento, ma noi siamo un’associazione di volontariato e non siamo legati a nessun partito.

Se poi non si capisce che i diritti umani riguardano tutti, e se quindi sono alcune forze politiche decidono di partecipare e accettare, questo, non dipende da noi. Le forze di destra peraltro - continua - farebbero bene ad avvicinarsi a queste realtà, per evitare di perdere una grossa fetta di elettorato. In merito al Pride Fvg, probabilmente, hanno ancora una visione arcaica, che risale a quando su questi temi esisteva uno sbilanciamento a sinistra. Da quando sono presidente io questo non avviene più vist perché non mi schiero con nessuno, se non dalla parte di chi ci aiuta».



Soddisfatto anche Davide Zotti, già presidente Arcigay Trieste: «Il patrocinio dell’ateneo è molto importante perché è un messaggio di forte sostegno alle lotte e ai temi che affronterà il Pride. Peraltro con tre docenti universitari, due di Trieste e uno di Udine, collaboriamo già per l’organizzazione di una tavola rotonda sul tema dell’intersezionalità (quando una persona è vittima di una sommatoria di discriminazioni, ndr)».



Ancora più entusiasta per il voto espresso a piazzale Europa è Antonio Parisi di “Jotassassina”. «Questo patrocinio conferma quello che abbiamo sempre detto: i giovani sono sempre stati una categoria di per sè libera e non “giudicante”. Sono certo che parteciperanno al Pride centinaia di universitari. L’ateneo è il luogo in cui nasce il seme dell’inclusività. È vero che c’è un manifesto politico, ma non è partitico. Le istanze Lgbtqi sono sempre state trasversali e questi valori rappresentano tutti, non solo la comunità arcobaleno». —


 

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