Porto, l'Austria investe su Trieste. Obiettivo: migliorare i collegamenti ferroviari

La firma di due memorandum d'intesa con l'ad delle Ferrovie austriache, OBB, e Rail Cargo Austria. Il vicepresidente della Camera Federale austriaca dell'Economia, Jurgen Roth: "Ci sono 25 aziende austriache interessate a investire nel porto di Trieste"

Trieste, 300 anni di Porto franco. D'Agostino: "Momento di festa ma anche di riflessione"

TRIESTE «Vogliamo investire maggiormente nell'asse adriatico-baltico, migliorare i collegamenti ferroviari tra Austria, Carinzia e Friuli Venezia Giulia». Lo ha detto il vicepresidente della Camera Federale austriaca dell'Economia, Jurgen Roth, intervenendo al convegno «Trieste Città-Porto: 300 anni di Porto Franco» al Ridotto del Verdi che ha aperto le celebrazioni per l'istituzione del Porto Franco, ricordando gli stretti legami tra Austria e Italia che hanno raggiunto un interscambio nel 2018 che ha sfiorato i 20 miliardi di euro (+5,6%).

L'export austriaco in Italia, ha ricordato Roth, «è cresciuto del 4,7 per cento, raggiungendo i 9,8 miliardi di euro; l'export italiano in Austria raggiunge i 9,9 miliardi di euro. L'Italia è il nostro secondo partner commerciale dopo la Germania e anche il volume commerciale tra Fvg e Austria vanta buoni risultati». In tutto questo il passato e il presente del porto di Trieste si intrecciano.

«Dalla lungimiranza dell'imperatore Carlo VI che istituì il Porto Franco il 18 marzo 1719», è stato ricordato, l'Austria intende giocare un ruolo di primo piano. «Il porto di Trieste è una grande opportunità di crescita bilaterale. Ci sono 25 aziende austriache interessate a investire nel porto di Trieste», ha assicurato Roth.

Parole riprese dal presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D'Agostino, che ha annunciato la firma di due memorandum d'intesa con l'ad delle Ferrovie austriache, OBB, e Rail Cargo Austria (RCA), questo pomeriggio nella sede dell'Autorità.

A fargli eco, il presidente del Land Carinzia, Peter Kaiser: «Austria e Carinzia puntano a rafforzare i collegamenti con l'Italia ma anche le aree libere doganali» e l'ad delle Ferrovie austriache, Andreas Mattha promette: «Il mio obiettivo è anche arrivare a istituire collegamenti diretti tra Fvg e Vienna».

Trieste, primo porto d'Italia per tonnellaggio totale movimentato e per traffico ferroviario,e primo scalo petrolifero del Mediterraneo, ha ricordato il console onorario d'Austria per il Fvg, Sabrina Strolego, «è indubbiamente punto di riferimento per l'Austria e per tutta l'Europa centrale, l'Est e non solo. Dati che fanno di questa portualità un tassello di grande rilevanza nello scacchiere internazionale». L'auspicio è che le sinergie tra aziende e istituzioni austriache e del Fvg siano in crescita e che un evento come oggi porti un ulteriore stimolo. In questa direzione vanno gli incontri B2B promossi per oggi dalla Camera di Commercio Venezia Giulia con una sessantina di aziende austriache. Lo scorso anno l'interscambio tra Fvg e il Paese ha fatto registrare una bilancia commerciale di circa 1,3 miliardi di euro, supportata da una performance delle esportazioni del Fvg di circa 92 milioni di euro (+12%).

Quanto all'affaire italo - cinese sulla Via della Seta e agli altri investimenti stranieri D'Agostino questa mattina ha assicurato: «Avevamo previsto quello che sarebbe successo nel 2019 così come anche nel 2020 e nel 2021. Qualcuno sarebbe venuto a comprare qualche parte di sistema. Ma le zone franche sono gestite totalmente dalla mano pubblica. Nessun elemento verrà svenduto - ha precisato -. Si può venire qui e usufruire dei vantaggi ma tutto viene gestito dall'autorità pubblica».

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